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Emma Marrone: “Magazzini è il mio club milanese. Milano per me è un po’ Il ragazzo di campagna”

L'album 'Souvenir' spacca e la cantautrice salentina è la sesta arista donna per le copie certificate FIMI

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Di tappa a Milano col suo tour ‘In Da Club” per emozionare con le sue nuove canzoni del nuovo, fantastico album ‘Souvenir’, Emma Marrone ha rilasciato un’intervista, nei giorni scorsi, al quotidiano ‘Il Giorno’. Eccone uno stralcio…

 

blankA proposito, “Souvenir” che accoglienza sta ricevendo?

“Lo cantano tutti e questo, data dopo data, mi sta convincendo di aver fatto un buon lavoro. Ci sono pezzi che non sono stati ancora dei singoli e la gente canta alla stessa stregua di ‘Cercavo amore’ o ‘Non è l’inferno’. Probabilmente in ‘Souvenir’ si sono riallineati dei pianeti, io sono stata più in bolla che in altri dischi e tutto ha ripreso a funzionare. I vecchi fans hanno magari ritrovato la Emma degli esordi e quelli che mi seguono dai tempi di ‘Amici’ una che non conoscevano”.

Per lei non è la prima volta nei club.

“Subito dopo la popolarità conquistata davanti alle telecamere di ‘Amici’ avevo cantato all’Alcatraz. Ai Magazzini finora c’ero andata solo a vedere i concerti degli altri, ma rimane il mio club milanese per eccellenza. E per il tipo di rapporto che voglio avere con il pubblico in questo giro di concerti preferisco tre show da 800 spettatori che uno da 2.400”.

Continua a dividersi tra Roma e di Milano…

“Alla fine, ho dovuto trovare un compromesso con me stessa e fare pace col fatto di vivere sul Frecciarossa. A Milano, infatti, ho una micro-casa dove passo circa la metà del mio tempo, perché buona parte del lavoro sta qua e pure una bella fetta di amici. Insomma, è come se avessi due famiglie, una a Roma e una a Milano”.

Per lei Milano che film è?

“Forse un po’ ‘Il ragazzo di campagna’ di Castellano e Pipolo. Per un certo periodo mi sono sentita un po’ l’Artemio interpretato da Renato Pozzetto, che lascia la campagna per andare a vivere in un micro-appartamento in città. Pure io arrivata dal Salento tra i grattacieli e le metropolitane milanesi ho avuto la sensazione di essere fuori luogo. Poi l’esperienza m’ha fatto crescere, anche se continuo a presentarmi con le Birkenstock nei ristoranti. Tanto qua tutto fa moda”.

Ah … Emma è la sesta artista donna per maggiore numero di copie certificate in era FIMI. Chapeau.

Stefano Mauri

 

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Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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