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Cassano attacca Allegri. Moggi chiede una società forte

Tra risultati pessimi e indagini la crisi della Juve è cupa

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L’ex calciatore Antonio Cassano ha affidato ad Instagram il commento sulla situazione della Juventus dopo il ko contro il Benfica:

“L’ho vista male. Pensavamo tutti che facessero male, ma hanno fatto un disastro perché sul 4-1 poteva finire 7-1. Si sono salvati in due, ovvero Kostic e Iling Junior, che è entrato e ha dato due tre sgasate, ma per il resto è stato un disastro. Il Benfica gli ha fatto una faccia come un pallone, poteva fare 6 o 7 gol. E in conclusione, l’allenatore cosa dice? Che non è un fallimento. Hai fatto una vittoria su 5 partite, mai successo nella storia della Juventus. Sei andato fuori dagli ottavi. Eravate contenti di aver beccato il Benfica?

allegri

Bene, lo vedo anche io. Sono contento. Adesso rischiano pure di non andare in Europa League, ma andarci significa giocare giovedì e domenica. Il disastro continua. Io non lo so più, che aggettivi usare nei confronti dell’allenatore che continua a cercare alibi, alibi. Rientra quello, rientra quell’altro. Dovevamo essere più questo, più quest’altro. Non riesce a far fare alla sua squadra tre passaggi. È un disastro. Non capisco anche la società, che cosa aspetta a mandarlo via dopo questa debacle, perché perdono tantissimi soldi andando fuori dalla Champions League. Continuano ancora a tenerlo, boh. Questa è una domanda che mi faccio da solo”.

A Radiobianconera Moggi, calciofilo, opinionista ed ex dirigente bianconero ha parlato invece dell’inchiesta Prisma sulla quale però non si sbilancia: “Non conosco i fatti e non posso giudicare, ma dico che quando si vede in giro il prezzo di un giocatore, quelle sono sensazioni dei giornalisti, il prezzo dipende dalla bravura di chi vende e di chi compra, se io vendo a 10 un giocatore che Transfermarkt valuta 5 devono solo dirmi bravo. Sull’inchiesta non posso dire nulla semplicemente perchè non so nulla. Di certo si può dire che la Juventus è diventato un giochetto per tutti, servirebbe una società un po’ più forte”.

Stefano Mauri 

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Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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