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Allegri ha fatto la voce grossa per avere calciatori esperti. Ora tocca a lui

Ma per l’opinionista Adani, Allegri e la società hanno sbagliato tanto

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Torniamo un attimo, virtualmente, indietro nel tempo e andiamo alla fine dello scorso mese di maggio, allorquando, Massimiliano Allegri, lontano (ma non troppo) da occhi indiscreti, fece la voce grossa coi dirigenti juventini Arrivabene e Paratici per chiedere alla società di cambiare politica societaria: passando cioè, dalla valorizzazione dei giovani, all’acquisto di calciatori già affermati.

allegri

Ebbene, nonostante il parere non proprio entusiasta dell’amministratore delegato Arrivabene, alla fine Allegri è stato accontentato. Gli infortuni dei big Di Maria e Pogba, la mancata cessione di Rugani e Rabiot (Allegri però il francese, comunque lo vede bene), beh un po’ hanno scombussolato certi piani (tipo l’assolto a Zaniolo), ma il trainer livornese (ora però finirà lui in discussione se non arriveranno risultati) è stato accontentato abbastanza.

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E tra alti e bessi, per carità fisiologici sin qui, la stagione bianconera è iniziata. Tornando all’attualità, alla BoboTv di Vieri, l’ex calciatore, nei giorni scorsi, dopo il grigio pareggio della Vecchia Signora a Genova con la Sampdoria, è tornato ad attaccare proprio Allegri:

“Bisogna saper dire basta, nell’accettare e vedere passare come se niente fosse un determinato tipo di offerta calcistica, senza analizzarla, ma accettandola in maniera positiva. Se Allegri si rinnova io sono il primo che dice, ben venga che si rinnova. Bisogna dire basta a questo atteggiamento di far passare per buona una cosa che non è, che ogni volta ha una scusante diversa, ha una giustificazione diversa. L’allenatore non è arrivato ieri.

Non è corretto non fare mai autocritica, poi sono pronto a dire che lui deve rimanere, continuare e se mi farà vedere qualcosa lo dirò, ma discorsi non coerenti fatti passare per giusti quando non lo sono. Non va bene, è peggio della partita sviluppata. Tira fuori scuse e non ti dà possibilità di risolvere. Il calcio merita una comunicazione diversa. Io non ho bisogno di partire delle categorie, come ha fatto lui, io voglio capire la partita. Miretti è stato il migliore, lo si cita come esempio negativo? Facile. Dov’è il rispetto per i tifosi”.

LELE ADANI

Ah … Adani, opinionista chiaro e diretto ha attaccato, stavolta, pure il team bianconero:

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“Cosa c’entra Depay con Milik. Quando si parlava di Kostic non sapeva nemmeno dove giocava, non c’è una strategia con la direzione sportiva? Allegri è un passante nella Juventus. La Juve è di Agnelli e della gente. Ma è un finto alibi quello della squadra che ha dei problemi. La Juve non ha uno che gioca, con Arthur che è fuori rosa, con Rabiot che era nel mirino del Manchester. Perché la Juve ha dato via Bentancur e Kulusevski, Cancelo? Non può essere sempre colpa del mercato, o di quel calciatore? Ci vuole autocritica ogni tanto “.

Stefano Mauri

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Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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