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Luciano Moggi promuove Bremer, lancia Gatti e boccia Zaniolo

L’ex direttore generale della Juve da’ i voti alla prima parte del mercato juventino

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Mai banale, informato sui fatti e grande conoscitore di calcio, l’ex direttore generale della Juventus Moggi, oggi opinionista incisivo, quando parla merita sempre ascolto…

“Sono convinto che Bremer possa sostituire bene Chiellini e allo stesso tempo fare anche meglio di De Ligt. E attenzione a Gatti. Mi ricorda il primo Chiellini che presi dal Livorno e mandai in prestito alla Fiorentina, come fatto dalla Juve negli scorsi mesi con Gatti al Frosinone. E’ un giovane che secondo me può fare bene, sa fare il mestiere suo, io ci punterei” . Queste le parole dell’ex dirigente bianconero Luciano Moggi a Tuttojuve. Per il sito Big Luciano ha poi risposto ad alcune domande…

Gatti potrà diventare un titolare della difesa?
“Secondo me sì, ma io sono uno che rischia… ci vuole un po’ di coraggio. E’ chiaro la Juve non può aspettare a vincere”.

Bremer è quindi l’uomo giusto per il presente e il futuro?
“De Ligt ha fatto tanti errori e provocato troppi rigori. L’anticipo dell’avversario all’olandese lo porta spesso fuori tempo. Da lì, i falli di mano o le entrate scomposte e i rigori, come successo. De Ligt non è difficile da sostituire. Anzi, la figura di Bremer sarà migliorativa. I dirigenti della Juventus hanno azzeccato il colpo”.

E’ Bremer il miglior acquisto di questa campagna, per ora, considerando anche Di Maria e Pogba?
“Come ruolo sì, è il miglior acquisto, il più azzeccato. E sono contento di aver detto a tutti di lasciare perdere Zaniolo e di andare su Bremer. Di Maria è un campione che può fare la seconda punta o l’esterno. Serve un altro attaccante come Morata. Con l’argentino la Juventus diventa una squadra più europea. Pogba è quello che manca al centrocampo”.

Perché Zaniolo no?
“Non è uno specialista. E’ bello da vedere perché lotta e abbatte gli avversari agonisticamente. E tira in porta, sì, ma non fa quello che serve a questa Juve, servire Vlahovic”.

Così parlò Luciano Moggi…

Stefano Mauri

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Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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