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Lele Adani provoca ancora Allegri: “Il gioco della Juve non è all’altezza del blasone del club”

Intanto a Londra si ricompone la coppia di ex bianconeri Antonio Conte e Ventrone

 

 

Ospite della BoboTvl’opinionista Rai  Daniele Adani ha parlato del momento della Juventus dopo la vittoria sulla Fiorentina per 1-0 al 91’: “Io spero ancora in un miglioramento della Juventus perché è la comunità più grande d’Italia. Che possa ispirare col suo gioco i propri tifosi. Perché oggi il gioco della Juventus non è all’altezza della grandezza della storia del club. Perché non può bastare una vittoria per 1-0 al 91’ su un tiro deviato. Chi dice che la Juventus non ha una rosa forte deve guardare la Champions League: i bianconeri sono gli unici ad aver vinto quattro gare su quattro assieme a Bayern Monaco, Ajax e Liverpool”.

Così parlò Adani, calcisticamente parlando, beh calciofilo assai distante dal minimalpragmatismo del trainer bianconero Allegri, ma … francamente, senza una prima punta di peso e di razza, priva di un playmaker in grado di dettare i tempi e con una difesa, al netto di De Ligt, avanti negli anni, ecco, questa Juve in rifondazione può veramente giocare bene al football e vincere, quotidianamente, alla grandissima?

Intanto il calciomercato invernale di riparazione è alle porte e, dato che Ramsey sembrerebbe prossimo a chiudere la sua grigia parentesi juventina, chissà magari il direttore sportivo Federico Cherubini (riuscirà a dimostrare di essere più bravo dell’ex capo Fabio Paratici?) potrà portare a Torinio quel regista che manca come acqua al deserto dall’esatte 2020, vale a dire da quando Pjanic fece le valigie per essere sostituito dal mai pervenuto Arthur.

Sul taccuino dell’uomo di mercato della Vecchia Signora ben evidenziato c’è il nome dello spagnolo della Roma, in rotta di collisione con Mourinho, Villar. Difficile possano tornare subito, rispettivamente dal Genoa o dalla Cremonese Rovella o Fagioli. L’intrigantissimo tuttocampista dell’Atalanta Teun Koopmeiners? La Dea nerazzurra difficilmente cede i pezzi pregiati in inverno. E comunque, i migliori nerazzurri atalantini costano assai.

Dopo l’avvento del manager calcistico Paratici intanto, complice l’arrivo del coach Antonio Conte e dei suoi assistenti Ventrone (preparatore atletico) e Stellini (vice di Conte), a Londra, sponda Tottenham, la colonia degli illustri ex della Juve cresce sempre più.

 

Stefano Mauri

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Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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