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Brambati: “Conte è andato al Tottenham, Allegri che non è un rivoluzionario doveva andare al Real”

C'è una Juve prima di Marotta e una dopo. E' forse questa una delle verità sulla crisi bianconera?

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L’ex calciatore e procuratore Massimo Brambati a Maracanà, nel pomeriggio di TMW Radio, ha parlato di Juventus. Ecco cosa ha detto. Intanto a margine di questa profonda crisi da ricostruzione bianconera, lentamente sta emergendo una corrente di pensiero per la quale esisterebbe una Juventus prima di Marotta e una dopo. Sostanzialmente Andrea Agnelli non doveva lasciare andare l’ex direttore generale per sostituirlo prima col suo vice (Paratici è un grande talent scout, ma non è un manager globale) e poi con Cherubini. E forse, per il dopo Allegri nel 2019, invece di Sarri bisognava dirottare le attenzioni sull’ex trainer Conte oggi novello coach del Tottenham di … Paratici, no?
Juventus, Allegri parla di stare zitti e lavorare. Come vede ora la situazione?
“Questa è un a società che ha vinto sempre qualcosa negli ultimi dieci anni. Oggi è giusto criticarla, ma gli errori partono da molto lontano. Secondo me dal momento in cui si sono fatti annebbiare la vista dall’ossessione Champions, prendendo prima di Ronaldo Higuain. Da lì si è andati sopra le potenzialità economiche del club. Ci sono stati errori di programmazione, organizzazione e gestione, che invece erano le caratteristiche che facevano eccellere il club. Allegri è un grande gestore ma devi dargli grandi giocatori. Dovevi prendere Conte due anni fa, quando era andato via Allegri. Lo avresti tolto all’Inter. Se tu prendi Allegri non puoi pensare di prenderne uno diverso da quello che hai lasciato due anni fa. E devi sapere che devi mettergli a disposizione determinati calciatori. Imputo una gravissima colpa alla società l’aver fatto partire Ronaldo e non avere un piano B. Avevano Dzeko in mano e lo hanno lasciato andare via”.
Conte che intanto va al Tottenham:
“Lo sapevo già da domenica, ha parlato direttamente col presidente e ha deciso”.
Ha un retroscena su Allegri?
“Allegri stava chiudendo col Real Madrid, ma la Juventus gli ha offerto due anni di contratto. Lui ne ha chiesti quattro e avrebbe firmato col Real, e la Juve ha accettato, pensando che avrebbe preso uno che rivoluzionava la situazione. Allegri non è un rivoluzionario”.
Così parlò mister Massimo Brambati e ora per la Juventus il momento è topico: perso lo scudetto i bianconeri devono inseguire il quarto posto e provare ad arrivare il più lontano possibile in Champions League, ma sarà dura. Ah Nedved, Cherubini e Arrivabene riusciranno a raddrizzare la rotta fuori dal rettangolo verde?
Stefano Mauri

 

 

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Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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