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La rifondazione bianconera è solo all’inizio, servono lavoro, fiducia e un regista

Dopo il pareggio di Udine, la Juventus è stata sconfitta in casa con l'Empoli: è un momentaccio

 

 

Troppo brutta per essere vera la giovane, fragile, embrionale, timida Juve che ha perso in casa, meritatamente, contro l’Empoli? Mah sentiamo come la pensa il coach manager Max Allegri, che così ha parlato, dinanzi alle telecamere, dopo il brutto, preoccupante Ko interno…

“Non è un problema di personalità, diciamo che all’inizio i ragazzi hanno fatto bene, poi non abbiamo trovato il gol e nella prima uscita sbagliata che abbiamo fatto, abbiamo subito questo gol. Poi ci siamo disuniti, abbiamo corso tanto e ci siamo messi in mano dell’Empoli, che sono molto bravi anche tecnicamente. Poi negli spazi vanno a nozze. Bisogna avere un po’ più di tranquillità nel giocare, un po’ più di pazienza, non giocare singolarmente, ma giocare di squadra. In questo momento sicuramente non è facile perchè comunque abbiamo fatto un punto in due partite, però abbiamo tutto il tempo per recuperare, bisogna lavorare un po’ di più sulla compattezza e sicuramente questi due passi falsi che abbiamo fatto ci faranno solamente bene. E’ un buon gruppo, un gruppo di valore, piano piano verranno fuori assolutamente. In questo momento difficile, ci serve per crescere, perchè è un momento di crescita, bisogna affrontarlo al meglio, cercando di fare le cose molto semplici, essere più compatti e soprattutto le note negative, la frenesia, di voler giocare singolarmente…ci sono stati troppi giocatori che hanno sbagliato tecnicamente cose che non sbagliano in certi momenti, in certe partite. Su questo bisogna assolutamente migliorare. Lo facciamo attraverso il lavoro, ma soprattutto essendo coscienti di quello che abbiamo fatto. Nella prima partita a Udine abbiamo capito cosa non dobbiamo fare, oggi abbiamo capito un altro pezzo, è che abbiamo lasciato 5 punti e questo dispiace, perchè la crescita e il miglioramento passa anche attraverso i risultati. Però dopo la ripresa avremo un bel mese dove avremo la Champions nel mezzo, abbiamo degli scontri diretti importanti, quindi ci prepareremo al meglio, però dobbiamo farlo con la serenità perchè il calcio è questo, dove ci sono dei momenti difficile che vanno affrontati e che ti aiutano a crescere”.

Questa è probabilmente la versione della Juventus più brutta, male assortita, spaesata e complicata da allenare per mister Allegri, allenatore capace che sa il fatto suo e merita fiducia, ma dal calciomercato deve arrivare almeno un regista degno di tale nome, mentre pure attacco dopo il ritorno di Kean e difesa meriterebbero puntelli, ma dato che non si può fare tutto,  la priorità deve essere quella di rinforzare il centrocampo, reparto assai debole e da rifondare.

La rifondazione bianconera è appena partita, il viaggio è lungo, servono riconoscenza, speranza e pazienza. Cherubini e Arrivabene, appena arrivati devono operare in fretta, dimostrando di essere all’altezza del ruolo che stanno occupando. Ma ricordiamo che Fabio Paratici, dopo certezze e guizzi Rock ha lasciato tante lente incertezze da ricalibrare.

Stefano Mauri

 

 

 

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Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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