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Zidane è il Cr7 e il Messi degli allenatori, ma se sulla panca della Juve o della Dea (Chapeau!) ci fosse stato il Mondo?

Il calcio italiano? Per ora è più da Europa League che da Champions.

 

 

Chapeau per quanto fatto sin qui dalla meravigliosa e fiabesca Atalanta, sulla carta e non solo, per carità… inferiore al blasonato Real Madrid, più abile a giostrare a questi livelli, con in panchina un guru del calcio moderno quale Zidane tra l’altro. Ma dalla Dea nerazzurra, bella per i primi trenta minuti, nel recentissimo doppio turno agli ottavi di Champions League, mah … forse ci si aspettava qualcosina in più; particolare non indifferente: il ritrovato, con certezze dense, Real è sì a suo agio a queste latitudini, ma con umiltà e fisico, beh alla fine, senza patire più del dovuto, ecco ha messo, appunto umilmente, sotto, giocando da provinciale, i ribadiamoli, pur eccelsi nerazzurri atalantini allenati da Gasperini, coach dalla vocazione calciofila europeista, che … forse al sorteggio nel dicembre scorso avrebbe meritato maggiori fortune.

A questo punto tuttavia una provocazione casca a pennello, ed è la seguente: ohibò, ma se sulle panchine della Dea e della Juventus (maltrattata dal Porto, mica dal Real o dal Bayern Monaco), ai posti dell’immenso “Gasp” e dell’apprendista Pirlo ci fosse stato l’Emiliano Mondonico (ah … come manca il Mondo in questi tempi cupi) da Rivolta D’Adda, cultore del modulo: “se non ho il curriculum e sfido un colosso o una compagine in salute, prima bado a difendermi, poi colpisco”, Bergamo e Torino (meno costruzione dal basso e più pragmatismo) oggi sarebbero fuori ugualmente dalla leggendaria fu Coppa Campioni?

Servono idee e giocatori per attuarle al calcio italico, movimento forse, per ora, più da Europa che da Champions League. E la Vecchia Signora bianconera juventina, anziché svenarsi per Cristiano Ronaldo avrebbe dovuto investire sulla panchina, affidando a Zidane il dopo Allegri, no?

 

 

Stefano Mauri

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Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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