Salutesocietà

Cristina Cappellini: siamo in emergenza sanitaria da un anno, ma siamo al punto di prima. Ora basta

L'ex assessore alla Cultura della Lombardia, sempre diretta e non allineata, dice la sua

 

 

Adesso Basta! Questo il grido, sentito, ponderato e postato, sulla sua pagina Facebook da Cristina Cappelli, ex assessore alla Cultura della Lombardia durante il quinquennio scorso del governatore (rimpianto?) Roberto Maroni. Ecco il suo post completo…
Ci sono momenti nella vita in cui anche le persone generalmente pacate come me arrivano a perdere il proprio aplomb. 
Lo perdono di fronte all’assurdità delle cose che accadono e che si stanno moltiplicando da giorni, anzi da mesi. 
Adesso però siamo al top della farsa!
Dunque, da dove cominciare?
Dopo aver convinto la popolazione a vaccinarsi contro il Covid-19 (com’era stato fatto durante l’estate riguardo al vaccino antinfluenzale, arrivato però con il contagocce e solo per determinate categorie di persone) i problemi che ora stanno emergendo sono principalmente due: i vaccini non arrivano a sufficienza e in alcuni contesti gli stessi vaccini vengono sospesi o ritirati per un aumento considerevole di effetti collaterali. 
In questo bailamme che sta facendo impazzire le persone, esperti e virologi di fama ci dicono praticamente ogni giorno, a corrente alternata, che bisogna vaccinare tutta la popolazione, che nonostante i vaccini non torneremo alla normalità, che chi si vaccina può essere comunque contagioso e altre amenità. 
Nel frattempo le fasce di età indicate per il tipo di vaccinazione cambiano a seconda delle esigenze del momento. 
Nel frattempo veniamo a sapere che molte mascherine che stiamo utilizzando da tempo (e che non ci sono state di certo regalate) sono inefficaci o addirittura dannose e pertanto vengono ritirate dal mercato. 
Nel frattempo il TAR (cioè la magistratura) ci dice che il protocollo ufficiale ministeriale per le cure domiciliari del Covid non ha senso, dando ragione ai medici “ribelli” che ci hanno visto lungo in questi mesi predisponendo delle cure ad hoc (efficaci a quanto pare) in barba alle istituzioni nazionali e sovranazionali.
Nel frattempo i medici di famiglia che vanno a visitare i pazienti a casa sono ancora troppo pochi e di conseguenza gli ospedali si riempiono, vanno in blocco rispetto alle altre cure e necessità, e il sistema generale è ancora nel caos. Dopo un anno…
Nel frattempo l’unica risposta delle istituzioni (nazionali e regionali, senza distinzioni di colore politico) sembra essere un nuovo lockdown. 
È normale tutto ciò? È accettabile tutto ciò? 
Quando la gente comincerà ad aprire davvero gli occhi e ad alzare la testa?
Così postò sulla sua pagina Facebook Cristina Cappellini, scrittrice , poetessa, animatrice culturale e artistica, opinionista mai banale e ex assessore alla Cultura della Regione Lombardia.
Stefano Mauri

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Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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