Salutesocietà

Bisogna cambiare il tipo di comunicazione anche per spegnere paure pericolose

Il medico radiologo Maurizio Borghetti, da Crema torna a parlare di Coronavirus

 

 

Il DocRock Maurizio Borghetti, medico radiologo a Crema, recentemente, via social, ecco è tornato nuovamente a chiedere un cambio di rotta nella comunicazione in tema di Coronavirus. Sì perché sa da una parte è importantissimo contrastare la crisi economica, dall’altro capo è indispensabile, per favorire una serena e attenta ripartenza, iniziare a comunicare serenamente, relativamente al virus, per eliminare inutili paure. Ecco, in tal senso, il post di Borghetti…

Da queste parti di Crema e del Cremasco (provincia di Cremona), continua la scomparsa (per fortuna e come previsto) di malattia significativa/pericolosa da SARS-Co-V2, così come nel resto dello Stivale, nonostante da più di 3 mesi siano paventate ondate di ritorno e descritti costanti assembramenti e/o allentamenti delle precauzioni. Premesso questo, continua imperterrita (non solo in Italia) una comunicazione ufficiale che difetta di dati: quante polmoniti riscontrate nei contagi, quanti ricoveri e terapie intensive con insufficienza respiratoria o altre complicanze (più rare) determinate dal coronavirus, quanti decessi (almeno presumibilmente) dovuti alle medesime cause?
Questa modalità (pare universalmente scelta) di rapporto col popolo non permette a nessuno (ottimisti, catastrofisti, realisti eccetera) di comprendere la sostanza reale del problema. Non solo. Può pure indurre perplessità su norme e misure adottate e adottabili. Prendiamo gli Stati Uniti che nel complesso non mi pare abbiano brillato per precauzioni e lockdown, a partire dal loro Presidente e a seguire, ad esempio, con le manifestazioni pro-Floyd. Dai dati forniti, la mortalità attribuita all’epidemia su 100mila abitanti è di 42 contro i 58 dell’Italia e i 170 della Lombardia barricate in casa. Rendendo più paragonabili numericamente le popolazioni, nello Stato di New York (che approssimativamente ha avuto evoluzione temporale della epidemia parallela alla nostra) la mortalità che risulta è di 160 ogni 100mila abitanti, comunque inferiore (o quasi uguale) a quella Lombarda. Le altre variano dai 14 del Texas ai 19 della California ai 38 dell’Arizona eccetera. C’è qualcosa che evidentemente non torna. Non penso che tutti i rappresentanti del popolo e istituzionali siano impegnati col Mes e il Recovery Fund. Qualcuno potrebbe anche impegnarsi a far cambiare la tendenza nella espressione dei dati e ne avremmo tutti da guadagnare. Gli aiuti finanziari sono fondamentali, ma la paura gioca un ruolo altrettanto fondamentale per la indispensabile ripresa economica e sociale. Va pertanto giustificata e calibrata il più possibile alla realtà dei fatti.
Dai Burdèl che ghe la fèm…

Così postò sulla sua pagina facebook nei giorni scorsi il dottor Maurizio Borghetti, medico radiologo, informatore sereno, pensatore libero e DocRock d’Italia…

Stefano Mauri

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Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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