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Pure nella comunicazione, in tema di Covid-19, forse ci voleva un’altro piglio…

Maurizio Borghetti, medico radiologo e DocRock d’Italia torna a dire la sua: “È così difficile, senza scendere in particolari che possano interferire con la privacy , comunicare dati più completi facendo in modo di far conoscere al meglio ciò che sta accadendo a una popolazione che per ovvi motivi è particolarmente attenta al problema?”

 

E da uno scarno, vago, bollettino medico dell’Istituto Ospedaliero Spallanzani di Roma, ecco, il medico radiologo, nonchè illuminato, sereno e chiaro comunicatore, Maurizio Borghetti, beh ha giustamente trovato qualcosa da dire in materia (attualissima) di … comunicazione medico – scientifica da Fase 3 in questa maledetta Pandemia da Covid-19. Ecco, di seguito, il post di Borghetti, addetto ai lavori che … prima di altri ha intuito tante cose.  Ah, prima eccovi il testo del comunicato in questione:

Bollettino Medico numero 139- 17 giugno 2020.  In questo momento sono ricoverati presso il nostro Istituto 115 pazienti. Di questi 49 sono casi confermati COVID-19, di cui 39 attualmente positivi al tampone per la ricerca di Sars-Cov-2, 66 sottoposti a indagini. 7 paziento necessitano di supporto respiratorio. I pazienti dimessi e trasferiti a domicilio o presso altre strutture territoriali, sono a questa mattina 478”.

Non mi stupisce in quanto è da inizio pandemia che si procede in questo modo. 

Vengono comunicati 115 pazienti ricoverati: in uno dei migliori ospedali per infettivi al mondo, pertanto il numero è quasi scontato. Si riportano 49  confermati Covid-19 (e di questi 39 attualmente positivi a tampone). Viene spontaneo chiedersi da quando sono ricoverati, se hanno fatto Tac, se questa ha rilevato polmonite e nel caso di che entità. Analoghe domande nascono per i 7 pazienti con supporto respiratorio, tra l’altro non specificato mentre alcune testate giornalistiche hanno dato per scontata la terapia intensiva. È noto che la necessità di ventilazione non è esclusiva della Sars-Cov-2, ancorché il paziente possa essere positivo al tampone.

È così difficile, senza scendere in particolari che possano interferire con la privacy , comunicare dati più completi facendo in modo di far conoscere al meglio ciò che sta accadendo a una popolazione che per ovvi motivi è particolarmente attenta al problema? The answer, my friends, is blowing in the wind…ma questo era Bob Dylan e il coronavirus non c’era…

Così postò sulla sua pagina Facebook il DocRock e Radiologo d’Italia Maurizio Borghetti, Eccellenza CremascaRomagnola da … esportazione. E sì… pure in materia di comunicazione, chi si occupa, in Italia, ufficialmente di Covid-19 deve rivedere qualcosina. E possibilmente prendea spunto dal Borghetti, no?

Stefano Mauri

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Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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