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Beh… di Louis Vuitton vestito, mah il Milan non starebbe poi così male, no?

 

 

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Per l’ennesima volta, il gruppo del lusso (che Louis Vuitton fa tendenza lussuosa) LVMH, facente capo all’imprenditore Bernard Arnault, nei giorni scorsi ha smentito l’imminente sbarco in Italia per fare football.

Detto ciò, il Milan e il Fondo Elliot, ecco guardano proprio verso Mister Arnault, con malcelato ottimismo, beh quale prossimo patron rossonero.

C’è del vero dietro tali roboanti voci? Lo scopriremo vivendo, certamente, anche in ottica nuovo stadio, Louis Vuitton, considerando come da sempre Milano sia capitale della moda mondiale, resta un’ipotesi assai ambiziosa per gli orizzonti eventuali futuri milanisti, no?

Qualora l’affare andasse in porto, ovviamente la tifoseria rossonera, abituata comunque ad avere orizzonti ambiziosissimi, dopo anni di magra ritornerebbe a sognare, a pensare in e alla grandissima.

Particolare non indifferente, ex dirigenti dal passato vincente, tanto per fare due nome Ariedo Braida e Fabio Capello, chissà, con LVMH in campo, probabilmente potrebbero tornare ad avere voce in capitolo tornando, direttamente o indirettamente a suggerire l’allenatore da mettere in panchina (Guardiola?), il direttore tecnico da precettare e i calciatori da acquistare.

Insomma, per farla breve… a Elliot non conviene mantenere ancora a lungo la proprietà di un club, in tutti i sensi nel pallone. E, condizionale d’obbligo, per Arnault il Milan, il recupero di San Siro (o l’allestimento di uno stadio nuovo) e Milano dovrebbero rappresentare una bella opportunità, no?

Stefano Mauri

 

 

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Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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