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Mondiali: Donelli contro i campi sintetici. Argentina: ok con Messi, Germania Ko

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Allora sostiene mister Mario Donelli, allenatore al servizio del settore giovanile dell’AlbinoLeffe, ma soprattutto tecnico capace (ahimè in questo calcioshowbusiness senza sponsor e agganci è dura lavorare a certe latitudini, ma Mariolino meriterebbe di allenare un top club in Serie C) ed ex fantasista in campo, ecco che i troppi manti erbosi sintetici presenti al Mondiale in Russia stiano rovinando il tasso tecnico, partite e giocate della stessa Coppa del Mondo.
Donelli conosce la materia, ergo quando sostiene che la palla anziché rotolare scivola, certamente ha le sue ragioni e … inevitabilmente certe squadre, sul sintetico si trovano peggio di altre.

Grazie un ritrovato Messi in gran spolvero (ma è più forte lui o Cristiano Ronaldo?) l’Argentina dell’ammutinato, improbabile, tatuato, eccessivo, poco elegante, confuso selezionatore tecnico (fa rimpiangere il peggior Ventura) da balera Sampaoli alla fine supera la Nigeria e approda ai Quarti dove troverà la quotatissima e favorita Francia.

Ah … a un certo punto del match decisivo coi nigeriani, Sampaoli ha chiesto al Divino Messi se poteva far entrare Aguero.
Insomma l’Argentina è allenata, guidata, selezionata, rappresentata e comandata da Messi il quale, essenzialmente è spalleggiato da un ormai calante Mascherano.
Higuain? Non pervenuto anche in Russia, per ora. Ma questo è un bene o un male?
La Germania? Ko, fuori al primo turno e … meritatamente.
Stefano Mauri

 

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Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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