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Così no cara Juventus: non si va a Roma senza vedere il Papa, vero Max Allegri?

TORINO - 02/10/2011 CAMPIONATO DI CALCIO SERIE A - 2011 - 20112- INCONTRO TRA JUVENTUS - MILAN NELLA FOTO MASSIMILIANO ALLEGRI ALLENATORE MILAN FOTO GIUSEPPE MATTEINI (TM NEWS - INFOPHOTO) Citazione obbligatoria (TM NEWS - INFOPHOTO)

 

Meritatamente, perché in Champions League non si possono giocare due tempi da squadre paesane – provincialotte, la Juventus esce dunque dalla scena Europea, scenario questo proprio non ideale alla Vecchia Signora. Ma per come sono andate le cose nel match di ritorno a Monaco, ecco uscire in questo modo, regalando la qualificazione nei minuti finali del match ai forti, ma non imbattibili tedeschi, non va. E nella fattispecie (stavolta) mister Max Allegri, tornato Malinconia … ha toppato brutalmente i cambi: al posto di Khedira (bisognava ritardarne il cambio posticipandolo) sarebbe stato meglio togliere Evra, abbassando Alex Sandro e inserendo Asamoah; in sostituzione di Morata (perché poi toglierlo?) avrebbe meritato una chance Zaza; Cuadrado? Sensato toglierlo, ma andava sostituito da Rugani. E’ comunque vero che parlare col senno di poi serve a poco e alimenta solo baldoria, ma la Juventus contro questo Bayern Monaco dello sciamano Guardiola poteva e doveva fare di più.

In realtà, i veri errori della Vecchia Signora arrivano forse da lontano e sono nella fattispecie i seguenti: a Siviglia, prima di Natale, non si doveva perdere… confidando così in un sorteggio più malleabile; la preparazione fisica coordinata dall’allenatore, quindi da Allegri, considerando i troppi infortuni muscolari, la partenza (inizio campionato) al rallentatore e il fiato corto attuale (se vuoi trionfare in Coppa a marzo devi volare o correre con la testa accesa) quest’anno è da bocciare; la società dal canto suo, (Nedved dovrebbe invigilare maggiormente sulla squadra) invece di piazzare in lista Champions il quasi svincolato Caceres (poi infortunatosi) doveva mettere il (più funzionale e utile) centrocampista Lemina.

Ergo, dinanzi a questi dati, sottolineando come, nel periodo post Calciopoli il peso specifico internazionale (troppe decisioni arbitrali dubbie) juventino si sia indebolito considerevolmente, la Juve esce meritatamente dalla Coppa con le Orecchie. E Massimiliano Allegri detto Malinconia, invece di pensare ad eventuali altre panchine mondiali farebbe meglio ad alzare la guardia in casa (sua) bianconera.

Stefano Mauri

 

 

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Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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