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La Juve a un soffio dalla storia, ma la qualificazione non è sfumata per il rigore

 

 

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Partiamo subito dalla fine: il rigore al Real Madrid a tempo praticamente scaduto beh poteva essere fischiato o meno, ma … come non si giudica un calciatore da un penalty, beh non si può dare la colpa all’arbitro, per carità discutibilissimo, se per un soffio è sfumato un sogno, no?

La partita di ritorno della Juventus in Spagna, finalmente è stata da Champions League, peccato aver gettato alle ortiche l’andata dei quarti e … i minuti finali della partitissima bianconera in terra iberica: fare entrare troppe volte in aerea il Real, reale (pure) in peso politico, forza, blasone, ambizioni e potenzialità equivale a scherzare col fuoco, talvolta ci si brucia.

Intendiamoci: più che realizzando il rigorino dello scandalo o presunto tale, sua maestà Ronaldo è stato decisivo con la meravigliosa rovesciata realizzata allo “Stadium”, laddove mister Max Allegri sbagliò tenendo in panchina Matuidi e preferendo Barzagli a Rugani (se non gioca mai, il giovane va ceduto) o …a un modulo diverso dall’insolito 4-4-2 proposto per l’occasione.

Ciò detto e … per quel che può servire Chapeau alla Vecchia Signora di Madrid e adesso buon campionato, buona finalissima di Coppa Italia e buonissimo mercato: servono tre laterali (uno a destra, gli altri a sinistra dopo aver salutato Alex Sandro e Asamoah), un difensore centrale da aggiungere alla già new entry Caldara, un centrocampista di quantità e che tiri verso la porta avversaria e un vice Higuain. Max Allegri? La società parli chiaro col suo trainer: se conferma sarà si faccia calciomercato secondo i suoi input. Altrimenti si punti su Simone Inzaghi.

Gigi Buffon? Standing Ovation ma il suo corso è finito, fiducia a Szczesny e si cerchi una riserva adeguata. A un soffio dalla storia, la Juve vede sfumare la leggenda, ma ciò che si è visto nella casa dei “Diavoli Madrileni” resterà nelle belle cose da raccontare. Il resto è noia!

Stefano Mauri

 

 

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Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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