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La Juventus di mister Pirlo? Col 4-4-2 è semplicità per svoltare. Ma serve continuità…

La bella vittoria in Champions della Juve a Barcellona rappresenta la scossa positiva?

 

 

Non si vince per caso 3 a 0 in Spagna, o meglio, in Catalogna a Barcellona. Ergo la Juventus che ha espugnato, meritatamente, grazie a una doppietta di sua Immensità Cristiano Ronaldo e a un gol del sorprendente americano McKennie, il Camp Nou, indubbiamente è una squadra sì … comunque in via di definizione, ma soprattutto è compagine vera.

Mister Pirlo, al debutto in panchina ha sbagliato, sbaglia e sbaglierà ancora, ci mancherebbe, ma non è un pirla, mastica la materia e, affidandosi al semplice, ma sempre valido modulo del 4 – 4 – 2, sì … pare aver trovato la retta via. In particolare Cuadrado a metà campo sulla destra nel ruolo di tornante, il suo alter ego a sinistra Ramsey, McKennie e Arthur a centrocampo, liberi da altri condizionamenti sembrano i classici interpreti Rock e squarcianti piazzati, al posto giusto, al momento giusto.

In attacco Morata, non è il pallido Higuain (per carità il centravanti argentino è un bel giocatore) degli ultimi tre anni e con lui Cristiano Ronaldo (il portoghese è un Asso senza tempo)si trova bene assai.

In difesa il rientro del giovane, ma nato maturo centrale difensivo De Ligt (l’ex difensore dell’Ajax fa rendere al meglio anche il capitano Bonucci) ha reso impermeabile il reparto elevando, giovando, contemporaneamente, al rendimento dei laterali Danilo e Alex Sandro.

Sì la Juventus a Barcellona ha vinto e convinto e ora, magari sacrificando Dybala (a fini ciclo in bianconero?), Khedira e Bernardeschi (prendendo un centrocampista regista, un laterale sinistro e un attaccante) al prossimo calciomercato invernale, potrebbe cambiare ulteriormente fisionomia e migliorare sensibilmente per trovare, finalmente e di conseguenza, quella continuità che la farebbe definitivamente e positivamente svoltare.

Stefano Mauri 

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Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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