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Adani lei sa di calcio e avrà i suoi motivi per attaccare Allegri, ma questa Juve ha tanti difetti

L'opinionista critica forte il trainer bianconero, ma in Champions League la Juventus, vittoriosa ha dato segnali importanti

 

 

L’ex opinionista Sky Daniele Adani, da Bobo Tv, nei giorni scorsi è tornato all’attacco della Juventus di Allegri come fece già nella primavera del 2019. Ah dopo il pessimo avvio di campionato, con un solo punto in 3 gare, martedì scorso 14 settembre, vincendo 3 a 0 in Svezia contro il Malmoe, la Juve ha dato segnali di ripresa. Ecco ora le dichiarazioni di Adani:

«La Juventus ha la rosa più forte del campionato ma dovrebbe essere quanto meno competitiva per la Champions League. Allegri parla di squadra giovane, ma la Juve ha solo sei squadre più vecchie di lei. Perché bisogna dire cose sbagliate ai tifosi? Non si può pretendere una prestazione così come quella col Napoli. Non posso pensare sia solo ‘dai ragazzi’, ‘ce la facciamo’. Non posso pensare che sia solo questo. Io credo che Allegri debba e riesca a farla giocare meglio. La Juve ha la rosa più forte del campionato. Se sei la squadra più forte non puoi presentare questo tipo di partite. Si dice che la Juve ha una rosa giovane, ma è la 14esima rosa più vecchia della Serie A. La squadra non può proporre un calcio di questo tipo. Non posso pensare che Allegri non abbia una proposta di gioco e non riesca a far giocare meglio la Juve. Che analisi è dire ‘paghiamo gli errori, serve più personalità, siamo troppo giovani? Nell’analisi serie costruisci il lavoro, nell’analisi approssimativa tieni solo contento chi è lì accanto a te per dirti che sei bravo. Si deve fare per i tifosi, non gli puoi dire queste cose, perché finché vinci va bene, ma se perdi come adesso?».

Ora Adani sa di calcio, conosce la materia e avrà pure i suoi motivi per punzecchiare, spesso e volentieri, il trainer juventino Max Allegri, ma la rosa bianconera, frutto di scelte sbagliate, tecniche e societarie, dal 2018 a oggi, francamente ha tanti problemi.

Quando poi terminano i cicli, societari e calcistici, per ripartire servono tempo, pazienza e fiducia. E il ciclo della Juventus è appunto finito e per riprendere il feeling con le vittorie serviranno lavoro, nuovi calciatori, scelte squarcianti, fortuna e … la passione dei veri tifosi. Domenica, in occasione di Juve – Milan vedremo se i timidi input di positività intravisti nel primo turno di Champions, saranno confermati allo Stadium da Dybala e soci.

Stefano Mauri

 

 

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Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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