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Mario Donelli: “L’abbraccio tra Mancini e Vialli? Emoziona ancora adesso, dentro c’è tutto”

L'allenatore di Soncino, Bassa Cremonese, torna sulla foto simbolo di Euro 2020

 

 

L’abbraccio fraterno dei due grandi amici Roberto Mancini e Gianluca Vialli dopo la meritata vittoria dell’Italia a Euro 2020? Mister Mario Donelli da Soncino, allenatore, istruttore di Football, Bella Persona ,  calciofilo, commentatore che sa di calcio e sa comunicare, ecco, l’ha visto, lo vede e lo vedrà così…

 

 

“Chi non ha giocato a Calcio, potrebbe non capire questo post: Emozioni Che Non Finiscono.

È passato un po’ di tempo ormai, ora gioiremo e ci emozioneremo per un oro o per qualche impresa di qualche atleta olimpico straordinario a Tokyo 2020, ma questo abbraccio e questo pianto ce l’ho ancora nel cuore. E’ stata per me l’immagine più bella dell’Europeo: le lacrime di Gianluca e Roberto hanno spazzato via completamente gli sciagurati comportamenti del popolo che ha inventato il Calcio. Le lacrime di questi due amici fraterni mi hanno emozionato molto, specialmente le lacrime di Roberto mi hanno fatto pensare molto, un pianto con dentro un mix incredibile di emozioni, di tensioni e di grandi aspettative. Provo ad immaginare e a raccontare cosa ho visto nelle sue lacrime 

in quell’istante… non dovrei, perché sono lacrime molto intime, molto “loro”, ma mi hanno toccato tanto e provo a descriverle: Come dire… “Stringimi forte Fratello, grazie per essermi stato vicino, sei stato fondamentale per me e per la squadra,  soprattutto per me, ora toccherà a me starti vicino, insieme vinceremo la tua partita più importante,

e ce la faremo, vinceremo ancora, insieme…come un tempo, come ora, sempre insieme.

E poi…

Nel pianto di Roberto ho visto anche una tensione che dura da tanto tempo, da quando ha preso in mano la “sua” squadra,  una tensione lunga tre anni, un cammino di tre anni fantastici, di ottimo calcio e di risultati: queste qualità e questi risultati lui li ha trasformati in aspettative, lui vedeva e capiva che l’epilogo giusto era la conquista dell’Europeo, e non poteva essere diversamente.

Queste tensioni e questa pressione si sono appesantite notevolmente soprattutto nei minuti finali della finalissima con l’Inghilterra, e lui è riuscito a essere forte, lucido, a sorreggere queste forti pressioni in un momento decisivo.

Non sto dicendo queste cose perché poi abbiamo vinto, ai rigori poi si sa che… sto solo cercando di capire cosa c’era 

in quell’abbraccio e in quelle lacrime bellissime e spontanee.

Ci vorrebbero molte più parole per descrivere le sostanze benefiche che possiamo produrre quando ci sono queste forti emozioni.

Le lacrime incontenibili di Roberto non sono altro che lo svuotamento graduale e totale di un accumulo di adrenalina colma di attese, di paure, di aspettative… ma è anche  la simultanea e spontanea esplosione di  sostanze piene di gioia all’ennesima potenza, ed emozioni incontrollabili. Il “loro” pianto è partito soprattutto dai loro cuori, cuori che durante  quell’abbraccio e quel pianto hanno vibrato vorticosamente, alimentando ancora di più questo amore fraterno e eterno!

Il Calcio sa regalare queste fortissime emozioni” .

 

Così postò via Facebook Mario Donelli…

 

Stefano Mauri

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Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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