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L’Oste Manuel Gimari: “E’ questo anche tempo di ingegnarsi e sui vaccini in Lombardia dico che … “

Ristoratore, barista ed enotecaro, Gimari ha qualcosa da dire pure sulle recenti manifestazioni a Roma...

 

 

Oste Dandy d’Italia, Wine and Food Lover appassionato e ricercatore, raffinato intenditore di Gin, opinionista trasversale e persona culturalmente (e politicamente) libera, senza vincoli e appartenenze: Manuel Gimari, quando parla lascia sempre il segno. E noi, per scambiare quattro chiacchiere al telefono con lui l’abbiamo disturbato nella sua premiata e premiante Osteria Del Torre di Montodine.
Quindi aspettando finisca la nottata sei aperto solo per l’asporto come i tuoi colleghi?
Anche.
In che senso?
Ho allargato i miei codici Ateco e nei giorni lavorativi il locale, per la pausa pranzo, seguendo regole e protocolli precisi si trasforma in mensa per dare l’opportunità di mangiare, in modalità “Menù da Lavoro” ai lavoratori. Viviamo un periodo delicato e problematico, ci sta protestare, ma ritengo sia pure il momento di ripensare al nostro lavoro, ingegnarsi e ricrearci.
Hai seguito le ultime proteste dei tuoi colleghi osti, baristi e ristoratori a Roma?
Massima stima e rispetto per gli addetti ai lavori, attivi nel nostro settore provato dalla crisi che ci hanno messo, protestando civilmente, faccia, cuore e portafoglio. Ma non mi sono piaciuti per niente quei gruppi politici che hanno strumentalizzato le proteste creando, tra l’altro, disordini con le Forze dell’Ordine. Posso dire una cosa sul premier Draghi?
Certo…
A me il capo del Governo piace, non ho nulla contro di lui, ma sta facendo le stesse cose che faceva il suo predecessore Giuseppe Conte, no? E la demagogia del leader leghista Salvini è a tratti nauseante e orrenda: in tv e in pubblico cavalca l’onda delle riaperture a tutti i costi, poi i suoi colleghi di partito si allineano a tutti i provvedimenti governativi. Mah …
Secondo te quando riapriranno i locali di sera?
Penso e spero a metà maggio. Tutti desideriamo lavorare e riassaporare una parvenza di libertà, E a tal proposito avrei una proposta.
E sarebbe…
La Lombardia se non sbaglio è una regione per così dire ad alto tasso di sanità privata. E i livelli della medicina a pagamento lombardo raggiungono livelli d’ eccellenza. Ergo perché non lanciare, a prezzi ragionevoli, una campagna di vaccinazione a pagamento per quanti vogliono accelerare i tempi o semplicemente lavorare?
Hai visto che in Israele somministravano vaccini al bancone dei bar?
Grandissima iniziativa, ma forse in Italia siamo un pochino provinciali per lanciare una simile campagna. Detto ciò aprirei punti di vaccinazione nelle palestre chiuse, nei centri fitness e sportivi, nelle discoteche, insomma in quei luoghi chiusi e limitati da questa maledetta pandemia.
Stefano Mauri

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Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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