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Dj Sergio Zuccotti : “Le discoteche? Mondo con problemi che rischia di sparire “

Personaggio schietto e impegnato, via social, il Dj di Soncino racconta la storia della musica

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Dj praticamente da una vita, Sergio Zuccotti da Soncino ha fatto ballare i frequentatori delle discoteche di mezzo mondo

sergio zuccotti

Con Sergio Zuccotti si balla ancora, coi suoi ritmi evergreen anni Settanta – Ottanta, essenzialmente via social: laddove, dalla sua pagina Facebook, Sergio mette dischi che emozionano e racconta aneddoti musicali esclusivi, avvincenti. Sempre entusiasta e propositivo, il deejay soncinese, beh sembra un po’ deluso e sfiduciato, in questi giorni.

Che c’è Sergio, cosa ti affligge?

Mah… per carità non sono né un predicatore, tantomeno un moralista, o un educatore, ma non vedo la luce oltre il tunnel. Ci si accoltella per un niente oggigiorno, le comunità di recupero dalle tossicodipendenze sono strapiene, la vita non ha alcun valore e tutto scorre via veloce, troppo velocemente. E la colpa è nostra. Il bimbo piange e si lamenta? Bene, noi gli diamo l’I Phone anziché fermarci un attimo a capire il suo disagio. Così crescendo col web, i giovanissimi imparano a bruciare le tappe, ad avere tutto subito e si perdono le poche cose che veramente contano. Sì il gusto per la vita se ne è andato in malo modo.

 

Sergio Zuccotti

Sei più filosofo che Dj…

Non ce la faccio a far finta di niente, a nascondere la faccia sottoterra. Recentemente ho addirittura rinunciato a serate per la paura che la gente possa contagiarsi, col maledetto virus che è ancora tra noi, dinanzi alla consolle. E poi anche l’universo delle discoteche, il mio mondo, la mia vita, ecco è un sistema malato a perdere ahimè, a serio rischio di sopravvivenza. Sento amici e colleghi che fanno serate e mi dicono che a ballare sono rimasti in pochi e sono quasi sempre i soliti. Salvo eccezioni, preferiscono andare al bar o nei posti dove girano musiche di moda, passeggere ed effimere, bevendo e, talvolta litigando per un nulla. Ci ha peggiorato molto la stramaledetta pandemia, ma lo sapevo. Ricordate due anni fa? Allora, inascoltato lanciai la proposta di riaprire quei pochi locali rimasti per rieducare le nuove generazioni alla musica. Ma nessuno mi ha ascoltato. E’ un mondo sclerato e folle il nostro: un cantante fa due canzoni belle e registra il botto ai suoi concerti. Dove andremo a finire?

Quindi ti vedremo principalmente nelle tue dirette social per ora?

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Provo a prendere il meglio della rete, circuito da prendere con le pinze che ci attira, ci usa e consuma, ma non ci veste tutti uguali, cercando di proporre cultura musicale. Se mi volete ascoltare, mi trovate là.

Stefani Mauri

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Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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