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Ma mister Max Allegri può veramente fare di più con questa Juve che si sta ritrovando?

Il presidente federale Gravina e l'affaire CR7, Sconcerti e il non gioco della Juventus

 

 

Il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, è intervenuto lunedì sera a Tiki Taka, su Italia 1, parlando di vari temi, a cominciare da ciò che Cristiano Ronaldo ha dato alla Juve e al calcio italiano: “Secondo la mia filosofia non è stato un buon acquiato per i bianconeri. Ha fatto bene al calcio italiano ma credo che per la Juve non sia stata una buona operazione”.

Chi vincerà lo scudetto quest’anno?
“In questo momento l’asse Milano-Napoli mi sembra ben attrezzata. Poi nel calcio ci sono sempre delle sorprese, aspettiamo la risalita dell’Atalanta ma sarà un bel campionato”.

Cosa pensa delle polemiche sull’arbitraggio di Orsato in Juve-Roma?
“Io difenderò sempre gli arbitri perché è un lavoro difficilissimo e molto complicato”.

Si parla della via della Federcalcio da intitolare a Mancini.
“Mi piace come proposta ma aspettiamo il 12 e il 15 novembre, poi ci penseremo. Concentriamoci sulla qualificazione al prossimo mondiale che è un obiettivo molto importante per il nostro calcio”.

Comprerebbe una macchina usata da Agnelli?
“Sì, di solito faccio il leasing, le uso per un po’ di tempo e poi le rivendo”.

E da Lotito?
“Sì, la farei controllare molto bene.
Questosicuramente”.

Quindi Gravina, su Cr7 la pensa più o meno come mister Max Allegri, attuale trainer della Juventus il quale, nell’estate 2019, prima di lasciare la Vecchia Signora (per poi ritornare alla base nel 2021), al presidente Andrea Agnelli aveva detto di vendere il bomber portoghese, non perché fosse un bidone, ma poiché non era funzionale alla crescita del gruppo.

Intanto il giornalista Mario Sconcerti, a TMW Radio, durante Maracanà, è tornato a parlare di Juventus-Roma: “Credo che non sia una Juve che ha trovato un equilibrio ma una Juve d’emergenza. E’ questo il vero problema. E’ una squadra inventata su Chiesa, che poi domenica non era in serata. Sono convinto che Allegri lo sappia. Non è il gioco di Allegri questo, ha fatto tante belle partite, è vero che predilige partire dal basso ma è uno che sa interpretare in tanti modi le partite. Mi sembra che sia una Juventus d’emergenza e non da conquista, non si può andare avanti così in Italia e in Europa, è troppo remissiva”.

Per carità: il discorso di Sconcerti non fa una piega, ma senza un vero playmaker a centrocampo, senza un vero bomber e spesso con l’oggettiva difficoltà, causa infortuni e impegni delle nazionali, di schierare una rosa Rock, beh come fa Allegri a coniugare bel gioco e risultati? Ergo, meglio questa Juve pragmatica che quella timida di inizio stagione, no? E chissà, magari il calciomercato di gennaio porterà consiglio e rinforzi degni di tale nome…

 

Stefano Mauri

 

 

 

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Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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