Salutesocietà

Il Coronavirus non vota, non facciamone una questione… destra contro sinistra

Maurizio Borghetti, DocRock d'Italia torna a postare e, al solito non è banale

 

 

Maurizio Borghetti, medico radiologo in prima linea, nella lotta (e nel fare informazione informata e sensata) al Coronavirus presso l’ospedale di Crema, zona tra le più colpite al mondo dal maledetto virus, nei giorni scorsi è tornato, via Facebook, a modo suo a informare con scienza e coscienza. Chapeau e … ecco i suoi pensieri…

L’ultima cosa di cui abbiamo bisogno è dividere in destra contro sinistra il SARS-CoV-2 (di cui effettivamente ancora non si sa molto, di sicuro però non vota). Senza essere catalogati con qualche inutile ‘ista’ né prevenuti, si può ragionare comunque serenamente su alcuni quesiti e considerazioni, evitando il pensiero di aver ragione per forza e che gli altri abbiano torto. Da due mesi e mezzo, i casi medio-gravi di Covid-19 sono praticamente spariti. È vero per Crema. Non solo: i pochi casi di polmonite interstiziale importante “di ritorno” , si riferiscono a conseguenze di contagi contratti in aree estere in fase epidemica (Serbia e Balcani) con virus ancora aggressivo, almeno in termini di carica virale in grado di dare malattia. 

Negli anni scorsi al termine dei diffusi casi di epidemie influenzali quanti tamponi sono stati fatti nei mesi successivi per verificare la eventuale presenza dei relativi virus negli asintomatici? Più o meno di cento? Siamo sicuri che si siano comportati in maniera differente dal SARS-Co-V2?

Non condivido per nulla le manifestazioni tipo quella di Berlino. Ormai però l’hanno fatta. Vista l’affluenza e mi dicono l’assenza di mascherine tra i manifestanti, vediamo cosa succederà nei prossimi 10-15 giorni. Se è vero quanto da più parti si afferma, è impossibile non ci sia qualche grave conseguenza. Altrimenti è necessario chiedersi il perché.

Il New York Times elogia l’Italia. Fa piacere (non capita spesso). Se valutiamo la mortalità Covid o presunta tale in base al numero di abitanti e non in numeri assoluti (noi siamo 60milioni, loro 330 milioni) scopriamo che in Italia è pari (potremmo quasi dire è stata pari…) a 58,3 per ogni 100mila abitanti, negli Usa è 47,6. In Florida dove si segnalano picchi elevati di contagi con articoli e post inquietanti (e hanno Disneyland aperto…) i decessi ufficiali da inizio pandemia sono 7mila, pari a 32,5 ogni 100mila abitanti, contro i 177 della Lombardia. 

Non ci sono morali. Al massimo lo spirito che ha animato i Burdèl… Sapere che tutti si impegnano per lo stesso obiettivo, con la fiducia di raggiungerlo, senza tirare righe là dove non conviene. 

Dai Burdèl che ghe la fèm (e ci siamo quasi) …

 

Così postò sulla sua pagina Facebook nei giorni scorsi Maurizio Borghetti, DocRock d’Italia, medico radiologo e appassionato, denso (in un mondo fluido qual è quello dei social) informatore scientifico.

Stefano Mauri

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Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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