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Mino Raiola: “L’Inter è americana o cinese”? E se fosse Carlo Cottarelli il nuovo partner economico

Interspac, il progetto teso a lanciare l'azionariato popolare pronto a partire

 

 

A Rai Sport, il procuratore Mino Raiola ha parlato dell’arrivo delle tante proprietà americane in Italia. “Trovo strano che De Laurentiis si accorga solo adesso che il calcio ha bisogno di essere rifondato. Oggi abbiamo in Italia il Milan che è americano. L’Inter non so se è cinese o americana, qualcuno me lo dirà… Roma americana, Napoli romano. Forse siamo più internazionali, mentre la Juventus è in mano agli Agnelli. Dobbiamo stare attenti a non perdere spazio nella piramide: se non facciamo uno sforzo insieme, di fare un progetto nuovo, ce ne accorgeremo per non esserci più dentro. Ora il campionato più importante è l’Inghilterra per tre ragioni: soldi, spettacolo e infrastrutture, cose che a noi mancano. Però ci facciamo mangiare i diamanti dagli americani, vedremo se riusciranno a gestire il paese calcisticamente. In America c’è liquidità per investire nello sport, stanno comprando nel momento peggiore per noi e migliore per loro. Stanno investendo tanto in Europa, ma soprattutto in Italia: qui non ci sono asset immobiliari e loro vedono la cosa in positivo. Pensano che si possa solo migliorare”.

Interspac promuove “Se non ora quando?”, il seminario sull’azionariato popolare nel calcio in diretta streaming da Milano il 24 settembre a partire dalle ore 10.30.

L’evento è organizzato da Q10 Media, sponsor Vedrai S.p.a. e si avvale della cortese ospitalità di Fondazione Catella. Per l’occasione saranno presentati i risultati del sondaggio condotto dal 25 giugno al 18 luglio a cura di IQUII e della sua sport intelligence unit.

Numerosi gli appuntamenti e le personalità coinvolte per fare il punto su modelli di riferimento, scenari possibili e nuove frontiere per l’azionariato popolare nel calcio in Italia. L’evento, moderato da Roberto Zaccaria (vicepresidente Interspac), si apre alle 10.30 con gli interventi di Giovanni Malagò (presidente Coni) e Gabriele Gravina (presidente Figc).

Si prosegue poi con il discorso di Carlo Cottarelli (presidente Interspac) sul progetto di azionariato popolare nel calcio, seguito da Mario Morelli (consigliere giuridico della Sottosegretaria di Stato con delega allo Sport, Valentina Vezzali). E ancora, Antonio Boccia (ECM senior advisor, Bestinver) illustrerà le “Esperienze esistenti e i modelli proponibili in Italia” con un focus sul caso Bayern Monaco.

A seguire, Fabio Lalli (fondatore e partner di IQUII – Gruppo Be) con “Da membership a ownership: illustrazione dei risultati del sondaggio per l’azionariato popolare”; Michele Grazioli (presidente Vedrai) su “Calcio e intelligenza artificiale: le nuove frontiere”; Luigi De Siervo (AD Lega Calcio) con “Azionariato popolare nel calcio, tra utopia o concreta opportunità”.

La mattinata di lavori si chiude con la tavola rotonda e gli interventi di Marco Civoli; Carlo Cottarelli; Gianfelice Facchetti; Peter Gomez; Gad Lerner; Maurizio Mannoni; Enrico Mentana; Micaela Palmieri; Pietro Senaldi; Beppe Severgnini; Marco Tarquinio.

Intanto, nel frattempo, è ricominciata la ricerca da parte di Suning di un partner finanziario che possa contribuire al sostegno dell’Inter. Lo riporta La Repubblica, spiegando che la proprietà è aperta sia a un socio di minoranza che a un fondo di debito pronto a concedere prestiti.

Le cessioni di Lukaku e Hakimi insieme hanno portato 185 milioni di euro in cassa, solo in piccola parte erosi da nuovi acquisti, ma sortiranno i loro effetti positivi solo sul prossimo bilancio.

Con questo assetto debitorio l’Inter potrebbe doversi trovare a vendere giocatori a ogni sessione di mercato per far tornare i conti. Oppure dovrà puntare su un’operazione speciale che aumenti il valore del club. Quale? La costruzione del nuovo stadio di San Siro.

Ma dato che a breve Carlo Cottarelli, economista e Deus Ex Machina di Interspac dovrebbe incontrare l’amministratore delegato interista Beppe Marotta, il socio dell’Inter Milano, mah non potrebbe rivelarsi proprio quell’azionariato popolare, idea rivoluzionaria per il football italico, ai nastri di partenza sulle sponde nerazzurre dei Navigli meneghini?

 

Stefano Mauri

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Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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