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Le papere di Szczesny non tolgono valore alla Juventus di Allegri: parola di Luciano Moggi

Inter e Juve si giocheranno lo scudetto, le altre squadre partono da dietro

 

 

È comunque sicuro che l’Inter sarà la squadra da battere perché gli acquisti l’hanno fortificata nel nuovo modo di essere: Calhanoglu è già nel vivo del gioco, pronto a fare assist e freddo sotto porta (come nella prima parte del passato campionato con il Milan), Dzeko è quasi un centrocampista avanzato e goleador allo stesso tempo (Dumfries invece manca ancora all’appello). A contrastarne il cammino sarà sicuramente la Juve di Allegri che, alla Dacia Arena contro l’Udinese, ha dimostrato tutto il suo valore, nonostante il pari (2-2) rocambolesco, ottenuto alla fine anche con fatica, in una partita in cui Pinsoglio avrebbe fatto sicuramente meglio di Szczesny. In vantaggio infatti di due gol a fine primo tempo, la Juve è stata raggiunta sul pari per colpa di due papere colossali del portiere.

Ma è meglio chiarire subito che quella partita, così come era cominciata e senza gli imprevisti, poteva anche finire 4-0.

All’attivo dei bianconeri stanno infatti due pali a portiere battuto e un gol annullato a CR7 sul finire. Fa quindi strano sentire a fine partita un bravo ex allenatore, adesso opinionista di Dazn, affermare che “La Juve poteva gestire meglio la partita”. Pronta la risposta di Allegri: “Non eravamo preparati a gestire gli imprevisti”, evitando di parlare delle papere del suo portiere. Va detto invece che il mister bianconero ha dovuto inventare il centrocampo con Bentancur, Ramsey e Bernardeschi e ha dovuto gestire Ronaldo, Chiesa e Chiellini preservandoli dopo le fatiche dell’Europeo. È d’altra parte il calcio d’estate, che ha comunque presentato un Dybala in splendide condizioni: nota importante per la Juve quanto allarmante per i suoi avversari. Ne vedremo delle belle tra Inter e Juve mentre le altre faranno da spettatrici per i rimanenti posti di Champions e Conference League.

Così scrisse per il quotidiano Libero e poi postò via social Luciano Moggi, grande calciofilo, opinionista ed ex dirigente di Napoli, Torino, Roma e Juventus.

 

Stefano Mauri

 

 

 

 

 

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Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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