Salutesocietà

Il dottor Attilio Galmozzi: “Non è la cura del Covid, ma alcune considerazioni vanno fatte”

Il medico cremasco pone aspetti incoraggianti e cita il collega Agostino Dossena

Tra la guardia da tenere altissima, i vaccini da fare (speriamo ne arrivino in abbondanza), l’estate e le prime riaperture in arrivo, il dottor Attilio Galmozzi è tornato a parlare, o meglio, postare in materia di Coronavirus.

Mentre ci si prepara alle riaperture, confidando sempre nella responsabilità soggettiva di tutti, pubblico alcune considerazioni terapeutiche chiarendo che non si tratta della cura del Covid ma solo di dati quantomeno incoraggianti:
Uno studio ha degli outcomes promettenti: si è visto che la budesonide (vecchio farmaco utilizzato in aerosol per trattare le infezioni delle alte vie respiratorie) utilizzato nei casi lievi, previdente le forme severe . E questo è un buon indicatore perché, in attesa di una campagna vaccinale imponente, avere un’arma utile è prezioso. 
Come sostiene da tempo il mio amico e collega Agostino Dossena l’uso dei FANS (antinfiammatori non steroidei) ed in particolare acido acetilsalicilico (per intenderci aspirina a dosi adeguate) e Nimesulide (per intenderci il buon vecchio Aulin, salvo nei pazienti con severa cardiopatia dove quest’ultimo è sconsigliato) ha dato profili migliori rispetto al Paracetamolo, che resta un eccellente farmaco antipiretico (contro la febbre) e analgesico, ma con scarso potere inibitorio dei meccanismi dell’infiammazione (e la polmonite altro non è che un meccanismo infettivo e infiammatorio)
L’eparina nel prevenire gli emboli settici ha ancora un corretto impiego, specie nei pazienti con un profilo di rischio maggiore (d-dimero aumentato e scarsa mobilizzazione, o storia di eventi tromboembolici)
I casi sono in flessione, questo è un dato buono ma che va consolidato. Alias vaccinazioni, protezioni individuali sempre e distanziamento ancora per un po’. 
La Budesonide, l’aspirina e la Nimesulide, non sono la terapia del Covid, ma gli studi hanno dimostrato dati migliori (non miracoli, ma dari migliori) nei pazienti trattati precocemente con queste molecole. 
L’estate la passeremo in vacanza con elevate probabilità (non tutti purtroppo, perché laddove le difficoltà economiche hanno picchiato duro, la povertà si è ampliata ahimé). 
Quindi qualche dato in più, che può consolidare qualche certezza in più.
Così postò sulla sua pagina Facebook il dottor Attilio Galmozzi, medico specialista in medicina d’urgenza in servizio presso l’ospedale Maggiore di Crema, informatore medico informatico e generoso volontario “vaccinatore”.
Stefano Mauri

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Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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