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Manteniamo le protezioni singole, la guardia alta, ma non guardiamo al passato

Virus: Maurizio Borghetti, medico radiologo chiama prudenza, ma rimane ottimista

L’infezione, il maledetto virus in Europa sta marciando a passi svelti, in Italia fortunatamente meno. Ma occorre alzare la guardia. Medico radiologo e informatore sempre ottimista, il dottor Maurizio Borghetti è tornato a postare in materia di Coronavirus. Ecco il suo post…
Fino a prova contraria resto del parere che la valutazione della malattia non possa essere posta in secondo piano rispetto ai contagi  Non si può paragonare la crescita dei contagi rispetto alla prima fase, quando il numero dei tamponi eseguiti era di gran lunga inferiore rispetto al non sufficiente attuale. Sono invece più confrontabili i numeri dei ricoverati, delle T.I. e, relativamente, delle tac positive per polmonite da SARS-Co-V2 (laddove ci si è potuto informare) che in fase di crescita dell’epidemia aumentavano in modo di gran lunga più consistente e rapido di adesso. Se invece si volesse paragonare l’attuale situazione al pre-20 febbraio si farebbe a mio avviso un errore poiché anche da revisioni a posteriori i numeri di tac, ricoveri e T.I. per insufficienza respiratoria da polmonite interstiziale di allora erano irrisori. Il disastro ebbe dunque una evoluzione catastrofica in pochi giorni e la differenza rispetto ad ora è considerevole. Se passiamo ai ricoverati, vediamo che dal 1 ottobre si è verificato un aumento nazionale di circa 800 ricoveri assegnati al Covid, in un Sistema ospedaliero pubblico che supera le 150mila unità. Va specificato inoltre che in questo momento di maggiore disponibilità, dovuta ad una pressione sanitaria Covid nettamente inferiore alla I fase, vengono per precauzione ricoverati anche casi di polmoniti poco estese. Esiste poi la questione della corrispondenza di ricoveri Covid con polmonite e di ricoveri con tampone postivo. Non credo questo riguardi in modo significativo le T.I. Tuttavia non si può non rilevare che a fronte degli attuali 358 Covid in T.I. i posti disponibili erano 5mila nella prima fase e ora superano le 6500 unità. Se si raccogliessero e si comunicassero i dati tac, oltre a ad avere più chiari i dati clinici e di evoluzione della malattia più significativa, potrebbero anche essere evitati dubbi. Chissà che un giorno non lo dica anche qualcuno più ascoltato di me. 
Da queste parti (e questo vale anche per Ospedali vicini) la situazione resta tranquilla. I tendoni e i nuovi lavori sono a scopo preventivo per scenari peggiori che tutti ci auguriamo non avvengano, in tanti prefigurano e, a mio modesto parere, sono attualmente accompagnati da evidenze che ci fanno ben sperare.
Manteniamo precauzioni singole, indipendentemente che siano obbligatorie o no e possano essere eludibili almeno in casa. Sforziamoci anzi di spiegare agli altri la loro attuale necessità per combattere la Coronaepidemia (per inciso, prevengono anche da altre infezioni virali a trasmissione respiratoria come influenza e malattie parainfluenzali..) e l’inverno (con relative attività) è possibile non sia così buio.
Sempre insieme…
Dai Burdèl che ghe la fèm …
Così postò sulla sua pagina Facebook nelle scorse ore Maurizio Borghetti, DocRock d’Italia, informatore scientifico ottimista e medico radiologo a Crema, provincia di Cremona.
Stefano Mauri

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Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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