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Gianluca Gennari, Cuoco e Cantastorie: ripartiamo soprattutto dal nostro territorio

Intervista al cantautore cremasco - lodigiano che racconta e canta i territori

 

 

Gianluca Gennari è (le seguenti) tante belle cose: cantautore, cantastorie, poeta, autore ispiratissimo, promotore e organizzatore di eventi, cuoco, oste, cronista, commerciante, storico, ma … innanzitutto è una bella persona innamorata del suo e nostro territorio d’appartenenza. Particolare non indifferente: nelle sue canzoni canta (anche) quello che siamo stati (o dovremmo essere), i valori perduti, i principi andati, quell’insieme di poche e vere cose semplici che contano sul serio. E col “Cantore” della Bassa Lodigiana, cremasco e montodinese di nascita, ma lodigiano per vocazione e professione, volentieri abbiamo scambiato quattro chiacchiere…

Hai sempre parecchia carne al fuoco, parlaci de “La Prima Zona Rossa” tanto per iniziare…

Causa la pandemia sanitaria, beh la collettività, oltre alla perdita di migliaia di persone, ha subìto un enorme disastro economico con la devastazione di numerose attività produttive autoctone ed alloctone.

Un settore fra i più colpiti è quello artistico culturale, mondo in pratica di migliaia di artisti impegnati, ognuno coi suoi progetti didattici e artistici, che si è prima fermato e poi rallentato. Un artista suona, recita, balla, fa concerti, spettacoli, macina chilometri di strada, morsica un boccone di panino senza nemmeno finirlo durante un soundcheck, rientra a casa a tarda notte dopo uno spettacolo e il giorno successivo riparte aggiungendo talvolta attività didattica. E … un artista serio è una partita Iva, versa i contributi per la pensione e paga le tasse a fine anno. Ergo per vivere dive lavorare.

Come persona, collega e in qualità di presidente di Radici, associazione di promozione e tutela delle risorse e del patrimonio del nostro territorio, mi sono sentito in dovere, anzi, “obbligato” di aiutare tutta questa gente.

Così è nata “la Prima Zona Rossa”,progetto, spettacolo poliedrico e apolitico dove storie, sensazioni e stati d’animo degli artisti della Bassa, travolta dal virus, sono assolute protagoniste. L’idea si è subito allargata ai territori limitrofi al Lodigiano e quanto raccoglieremo servirà ad aiutare e sostenere un pochino gli artisti alle prese con la forte crisi economica.

Pure la tua Osteria in quel di Cavacurta, frazione di Castelgerundo, beh è attenta alle radici, vero?

Sì… la Vecchia Corte (infoline: 0377 439967) va proprio nella direzione della salvaguardia del vecchio mondo rurale, coi suoi valori, e sue tradizioni culinarie, un modo insomma per tramandare la cucina locale tramite l’attenzione verso la qualità delle materie prime. Oltre a produttori del Basso Lodigiano, io e mia moglie Carla Pezzi acquistiamo principalmente dalle provincie lombarde ed emiliane, senza escludere altre eccellenze italiche tuttavia.

Funziona uno spaccio all’interno della Trattoria – Pizzeria La Vecchia Corte vero?

Esattamente … l’Antica Osteria Grande del Sole era il nome che ha caratterizzato la nostra osteria nei primi decenni del secolo scorso e fino a vent’anni fa, prima del nostro arrivo. Un nome, un’attività legata al lavoro, alla qualità, al gusto locale per le cose semplici, ma importanti.
E … in onore a questa filosofia fondamentale, la stessa che guida il nostro operato, abbiamo creato e lanciato nel 2018, una linea con prodotti realizzati nelle nostre cucine abbinati ad altri, appositamente realizzati per noi  da altri produttori, che permettano di continuare quell’esperienza di sapori e gusto con materie prime e portate pensate guardando all’oggi, ma prendendo spunto dal passato.

Chapeau a Gianluca Gennari, uomo della Bassa che col suo lavoro, con le sue canzoni, le poesie e le idee ricorda, celebra, alimenta e fissa la storia. E ripartire dai nostri territori, sviluppare eventi artistici – culturali e gastronomici per attrarre gente e opportunità, in fondo è un modo per ricominciare. E Gianluca da anni, in quel di Cavacurta applica tale filosofia.

Stefano Mauri

 

 

 

 

 

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Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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