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Borghetti perché gli ottimisti sono guardati con sospetto? Guardia alta comunque

Il medico radiologo romagnolo cremasco torna a postare in merito al virus

 

 

L’ottimismo? Beh è sempre utile no? Ergo… leggiamo l’ennesimo messaggio illuminante, firmato e postato dal dottor Maurizio Borghetti in tema di Coronavirus e con la guardia alta, guardiamo appunto al presente e al futuro.

 

… È abbastanza strano che gli “ottimisti” siano guardati con sospetto o comunque con un certo fastidio, anche nel mio ambiente, dove “l’ottimismo” spesso non è altro che valutare gli stessi dati, ma con occhio e spirito diversi. Eppure si tratta di un virus di cui ancora si conosce poco, per cui le ‘certezze’ nefaste non vedo perché debbano essere per forza più valide delle altre. Qualcosa di sicuro è cambiato. Siamo passati dall’incubo dei decessi a quello delle Terapie Intensive. Poiché le T.I. sono un luogo di cura più “aggressiva”, sì.. ma che in larga parte ha successo e … già questo cambio del target è un passo avanti, no? Ottimistico? Fate voi. In Italia, inoltre, su questo tema siamo ben lontani dal collasso. Ad oggi i Covid occupano 254 posti di Terapia Intensiva su 6500 circa totali. In Francia, dove può sembrare l’ecatombe, sono un migliaio (contro 9mila posti tra pubblico e privato). Dei decessi, che invece restano molto contenuti, si parla molto meno. In Italia da un mese sono costantemente sotto i 25 giornalieri. In Francia sono solo un poco di più, salvo 2 strani isolati picchi di 150 che diventano meno strani se si considerano gli aggiornamenti di decessi avvenuti prima e raggruppati in un giorno. Se in Italia ogni giorno purtroppo muoiono in media 1700 persone non da Covid, numeri analoghi si possono presumere anche per Francia e Spagna, così da collocare i dati nel giusto peso. E’ evidente che questa, se può essere considerata seconda ondata, sia al momento molto diversa dalla prima, almeno in Italia. E non solo nei numeri drammaticamente inferiori ma anche nell’evoluzione visto che allora il tutto esplose non in un mese ma in pochi giorni.  Polmoniti, T.I. e decessi. Restiamo sempre attenti, senza ricadere negli errori vacanzieri e post lockdown e non vedo il motivo per cui non si possa guardare senza angoscia quello che ci aspetta.

Dai Burdèl che ghe la fèm…

 

Così postò sulla sua pagina Facebook nei giorni scorsi Maurizio Borghetti, Medico Radiologo, Informatore e DocRock d’Italia

Stefano Mauri

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Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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