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“Una finestra sul noir”: un’antologia commemorativa con la lietezza di una rimpatriata

La Fratelli Frilli Editore di Genova è a detta dei più la migliore tra le case editrici “non mayor” di genere.

Attiva dal 2000, in un quindicennio si è guadagnata uno spazio di tutto rispetto nell’ambito della narrativa italiana noir e gialla.

All’inizio l’obiettivo era quello di dar voce a scrittori che raccontassero storie ambientate in Liguria, ma progressivamente questa connotazione è diventata secondaria, e non solo perché sono entrati a far parte della scuderia Frilli anche autori di altre regioni: il marchio di fabbrica della casa editrice è diventato l’attenzione per il poliziesco indigeno di qualità, ben radicato nella cultura e nelle tradizioni ( e contraddizioni) della nostra penisola.

Fino alla scomparsa, avvenuta un anno fa, il patron ed animatore di questa felice avventura editoriale era Marco Frilli.

Il figlio Carlo, che gli è succeduto al timone dell’azienda, ha voluto commemorare il padre in un modo originale: ha chiamato gli autori della Frilli a comporre un’antologia di racconti in cui comparisse come personaggio il genitore.

Non ho mai conosciuto Marco Frilli, ma dalla lettura nell’antologia ” Una finestra sul noir”, fresca uscita, emerge inequivocabilmente che il defunto editore, pur con i suoi tratti spigolosi messi in evidenza con onestà dagli autori ( i quali a loro volta non erano esenti da pecche, come qualcuno non manca, con altrettanta onestà, di confessare…) , aveva una passione vera per l’editoria, basata sulla convinzione che il segreto del successo di un libro dipendesse  dal rapporto dialettico e aperto , conflittuale se serve, con gli scrittori.

La raccolta è ricca di testi di valore, ma ci piace non indicarne nessuno in particolare, e suggerire  caldamente la lettura del libro nel suo variegato complesso, sottolineando che non si tratta di un elogio funebre, in cui ciascuno mette la propria commozione un po’retorica, ma una rimpatriata in cui un gruppo di amici rievoca uno di loro che non c’è più nel modo migliore per sentirlo ancora vivo, ovvero parlandone per come era nella pienezza della sua umanità professionale.

Rino Casazza

 

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Chi è Rino Casazza

Rino Casazza è nato a Sarzana, in provincia di La Spezia, nel 1958. Dopo la laurea in Giurisprudenza a Pisa, si é trasferito in Lombardia. Attualmente risiede a Bergamo e lavora a Milano. E’ da sempre un appassionato (come lettore, prima che come autore) della letteratura "di genere" in tutte le sue sfaccettature: giallo-noir, horror, fantascienza ecc. ecc. Altra sua grande passione sono il cinema, come testimonial la tesi di laurea sulla censura cinematografica, e il teatro, frequentato non solo come spettatore ma anche, in gioventù, come praticante dilettante. Il suo primo testo "letterario" è infatti la trasposizione teatrale della novella di Buzzati "Iago", di cui nel 1985 ha osato una regia. Ha pubblicato diversi thriller, tra cui "La logica del Burattinaio", scritto con Daniele Cambiaso ed edito da Algama, ispirato al serial killer bambino William Vizzardelli. Specializzato sui romanzi apocrifi sugli investigatori più noti di sempre, il suo ultimo giallo è "Sherlock Holmes, Padre Brown e l'ombra di Dracula"

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