
“La maglia della nazionale è un po’ come la donna della vita, se la perdi hai sbagliato qualcosa. Anticipo una cosa io riguardo alla mia vicenda di tre anni fa. Allora ci fu una mancanza di comunicazione tra me e il presidente Gravina. Se ci fossimo parlati sarebbe cambiato tutto. È andata così, sono molto dispiaciuto. Cercherò di far giocare così bene la nazionale, così che i tifosi mi perdonino. Se mi impegno a garantire di andare oltre i 4 anni di contratto? Quando sono arrivato la scorsa volta, sono stato cinque anni che sono tanti, e questo è il ruolo che piu’ mi piace: abbiamo fatto un contratto di quattro anni, spero di vincere un trofeo o due e poter rimanere anche dopo”.

Con queste parole, Roberto Mancini si è ripresentato, alla stampa, nelle vesti di commissario tecnico della nazionale italiana di calcio. Insomma, facciamola breve: Roberto Mancini, nel 2023, lasciando l’Italia per allenare l’Arabia è un po’ come quello che ha fatto le corna alla donna che ama. Poi, pentitosi è tornato a casa, chiedendo scusa. Va perdonato, no? Una curiosità? Nella primavera 2025, il Mancio è stato a un passo dalla panchina della Juventus. Poi però la Juve ha scelto Tudor.
Stefano Mauri