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Roberto Mancini? Ha sbagliato un’uscita, ma basta parlare di altro tradimento, no? L’aria di Roma in nazionale? Non è un male

Claudio Ranieri nelle vesti di Direttore Tecnico è una gran bella storia

Il Corriere della Sera, (ripreso da Open) commentando il ritorno del Ct Roberto Mancini, alla guida della Nazionale, associato al Circolo Aniene, come Claudio Ranieri, neo direttore tecnico (nella storia) azzurro e il presidente federale Giovanni Malagò, certifica la nascita della Nazionale, sezione Roma Nord. Eh già, i tre “Moschettieri Azzurri”, a modo loro “appartengono” alla leggendaria società polisportiva di Roma fondata nel 1892, per la cronaca, uno dei circoli sportivi più importanti d’Italia. E chissà, magari, questa appartenenza alla Capitale, alla città eterna, alla lunga gioverà pure alla causa azzurra, no?

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Foto da Chatgpt

Quindi, prima di rosicare o di sussurrare, tra le righe, di segnalare, indirettamente, la perdita di peso specifico del nord, magari varrebbe la pena aspettare, no? E torniamo a Roberto Mancini, il quale, per carità… nel 2023, accettando la “svagonata” di soldi arabi, magari ha sbagliato i tempi della sua uscita, ma ha fatto ciò che avremmo probabilmente fatto tutti, quindi continuare a parlare di tradimento, serve? E poi chi avrebbe tradito il Mancio, nella fattispecie? Non è meglio azzerare tutto, concentrarsi sul presente e … sostenere Mancini, Claudio Ranieri e Malagò? Tornando poi al particolare, magico (la Roma però c’entra poco in questo caso) “romanocentrismo” (c’entra qualcosa la crisi della Juventus?) dell’Italia pallonara, l’aria capitolina, potrebbe portare quel cambiamento che, dalle Alpi, non è mai riuscito ad affermarsi.

 

Stefano Mauri

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Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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