
E allora stocazzo.
Abbiamo osannato il Principe Francesco De Gregori per cinquant’anni eleggendolo come uno dei padri fondatori del GRANDE cantautorato italiano assieme a De Andrè, Guccini, Conte, Battiato e pochi altri ed ora si riapre il miserabile processo al Palalido 2.0.
E’ un fuoco di fila o, come direbbe lo stesso De Gregori, un Fuoco Amico che si sta concentrando su una categoria di Artisti che non solo merita rispetto ma anche attenzione.
Il casus belli della vicenda riguarda la dichiarazione del cantautore che ha sostenuto di sentirsi imbarazzato dalla cricca di artisti o presunti tali che, ormai da prassi, si espone a favore di una causa nobile da sbandierare in nome di chissà quale competenza storica o sociopolitica.
Springsteen ha sciabolato senza mezzi termini la dittatura di Trump assieme a De Niro, King e Swift.
Ghali si è speso senza mezzi termini contro Israele.
Guccini ha espresso più volte il suo disgusto nei confronti del governo Meloni.
Poi è arrivato De Gregori dichiarando che l’arte ha l’obbligo di veicolare i propri valori senza fare proclami. In parole povere ha sostenuto che la gente non dovrebbe aver bisogno di sentire l’opinione dei vari personaggi noti per farsi un’opinione personale sulla situazione.
E’ sbagliato?
Da sempre ho ritenuto che gli intellettuali, a qualsiasi categoria essi appartengano, debbano esporsi al fine di potersi considerare coerenti con la propria opera.
Questo fino al travaso di voti a favore dei democratici sponsorizzato dalla Pop Star Taylor Swift.
Sia messo agli atti: ritengo Trump un dittatore criminale, Israele colpevole di un vero e proprio genocidio e Putin uno psicopatico senza alcuna giustificazione.
Ma perché dovrei sentirmi legittimato o anche solo condizionato da un cantante o un attore nel decidere cosa è giusto e sbagliato? Su quali basi culturali?
Ecco su cosa si concentra la dichiarazione di De Gregori: sull’approfittare della propria fama al fine di veicolare l’opinione pubblica.
E’ diventato un circo di opportunismo. Erri De Luca, meraviglioso scrittore, forse ingenuamente si è dichiarato a favore di Israele nella faida contro la Palestina. Risultato: massacro mediatico e probabile crollo delle vendite.
Era la sua opinione, non quella della maggioranza. Ergo: i suoi romanzi finiranno in terza fila dietro quelli di Fabio Volo e Carrisi.
Bravo Erri! Sei stato coraggioso, ti sei schierato e ora dai un bacio d’addio alla tua carriera.
Poi arriva la rockstar del Fatto che da sempre se la prende con Fiorello in quanto “banderuola”, ora con De Gregori e infine con Enrico Ruggeri che si è permesso di difendere il collega romano.
La stessa rockstar che ha sempre osannato Gaber (forse il più grande di tutti) che, di decennio in decennio, si è sempre schierato da una parte e da quell’altra dichiarandosi prima comunista e poi legittimando la moglie berlusconiana.
Ma è umano. Si può cambiare idea, avere dei dubbi, non essere convinti appieno delle proprie idee.
Come De Gregori, appunto.
E’ comodo, vero?
Anch’io quando leggo che il mio eroe Stephen King se la prende con quel rincoglionito di Trump in cuor mio lo applaudo. Ma sono consapevole del fatto che il Re dell’horror stia inconsciamente cercando di plagiarmi.
Torniamo appunto a Taylor Swift e al suo endorsement a favore dei democratici contro Trump. Sono d’accordo con la sua opinione, ma quanti grazie a lei avranno votato la Harris alle ultime elezioni senza nemmeno conoscere il nome della candidata ma spinti solo dall’aura della cantante?
Cosa ha mai concretamente fatto o cantato Taylor per sostenere le battaglie dei democratici?
Nulla, era semplicemente la sua opinione. Un’opinione che, in linea di massima, dovrebbe valere quanto quella del mio elettrauto. Però non è così, e ne siamo consapevoli.
Quindi nel mio piccolo ritengo che il punto di vista di Francesco De Gregori sia assolutamente legittimo: non schierarsi pubblicamente non significa essere paraculi ma rispettosi nei confronti del pubblico. Indottrinarlo significa solo sminuirne l’intelletto.
Poi vanno più che bene i grandissimi MCR che da decenni si espongono a sinistra, va bene Francesco Tricarico che ultimamente sembra aver preso una deriva ideologica pseudo salviniana e va bene persino Povia che sostiene quelle che personalmente ritengo delle farneticanti idee di destra.
Va bene tutto. Va bene contenere moltitudini ed esporle, oppure no.
P.S. Volete un esempio di paraculo? Ad esempio il sottoscritto che, prima di partire per gli Stati Uniti (sapendo dei possibili controlli social nei confronti, in particolare, di chi scrive), ha provveduto a rimuovere le sue foto con il cappello cubano calcato in testa. Processatemi per viltà.
Alex Rebatto