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Il pugile Jonathan Kogasso, il 23 maggio a Milano, al “Taf 13”, sfiderà Ramazan Muslimov

Il maestro Enzo Gigliotti, leggenda del pugilato, impegnato negli allenamenti col suo pupillo

Come riportato, tempo fa, dal magazine La Provincia Pavese, due notizie, di tenore opposto, hanno scosso il pugile vogherese Johnny Kogasso: quella brutta è stata l’improvvisa scomparsa della madre, quella bella la nomina a sfidante ufficiale per la cintura Ebu silver. Kogasso tornato dal Congo dove ha dato l’ultimo saluto alla madre, per il vacante titolo EBU Silver dei pesi massimi leggeri, sfiderà il boxeur ucraino, Ramazan Muslimov, un pugile di alto livello.

Vincenzo Gigliotti
Vincenzo Gigliotti con Silvano Usini

In Africa, proprio a Kinshasa, il 30 ottobre del 1974, si tenne l’incontro di boxe forse più raccontato e tramandato tra letteratura e film, il “Rumble in the Jungle”tra Muhammad Alì e George Foreman voluto dal dittatore Mobutu Sese Seko. Per questo, a modo suo, Kogasso sembra un predestinato. E sabato 23 maggio, nel Taf (incontri del circuito taftheartofighting) 13, avrà la concreta chance di incrociare i guantoni per un traguardo più ambizioso nel 2027: la corsa al Titolo Europeo. “Mamba Kogasso” ha giocato a  calcio per molti anni ma ha poi accresciuto la passione per la boxe grazie agli insegnamenti del suo maestro Enzo Gigliotti (nella fotografia ripreso con l’amico ed ex collega pugile Silvano Usini), nome storico del panorama pugilistico italiano, allievo di Bruno Arcari che lo ha seguito all’angolo nell’assalto al mondiale supergallo: faceva parte della scuderia del genovese Rocco Agostino e quindi molto legato alla storica scuola pugilistica genovese. E grazie a questo legame, nei mesi scorsi, i due a Genova hanno assistito al match tra Genoa-Udinese.

Stefano Mauri

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Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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