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Il bravo calciofilo bresciano, dal fisico bestiale (Chapeau, ha retto l’urto con mister Simeone), Andrea Berta in finale di Champions League con l’Arsenal

Perchè il direttore sportivo italiano, ex Atletico Madrid, non fa calcio in Italia? Con lui la Juve tornerebbe subito al top, per esempio.

Il direttore sportivo dell’Arsenal, Andrea Berta, e l’allenatore dell’Atletico Madrid, Diego Simeone, sono stati protagonisti di un acceso siparietto, durante la semifinale di ritorno di Champions League tra le due squadre, disputatasi martedì. Mentre il tempo scorreva inesorabile all’Emirates Stadium, con i Gunners in vantaggio per 1-0, gli animi si sono inevitabilmente surriscaldati nelle rispettive aree tecniche, con Simeone (entrambi hanno lavorato insieme all’Atletico) che nel finale si è avvicinato ad Andrea Berta (stava incitando i suoi ragazzi dicendo che il match stava finendo) spingendolo e scatenando il parapiglia tra lo staff e i giocatori di riserva di entrambe le squadre pochi istanti prima del fischio finale.

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Grandissimo, appassionato, capace e vincente calciofilo, Berta è bresciano di Orzinuovi ed è il valore aggiunto dell’Arsenal. E dopo aver vinto tanto a Madrid, proprio con Diego Simeone (i due non si sono lasciati benissimo, evidentemente, no?), conquistando pure una finale di Champions, ora, può riprovarci col suo novo club londinese. Bravo, sul pezzo, in ottimi rapporti coi procuratori (dote essenziale per chi fa football), col fiuto infallibile e dal fisico (non è facile reggere al ciclone Simeone. E l’orceano Berta ha retto) bestiale, perché Andrea Berta non lavora in Italia? Con lui, solo per fare un esempio, la Juve tornerebbe subito al top.

 

Stefano Mauri

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Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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