
All’Erbamat (antico vitigno autoctono a bacca bianca, originario del bresciano e riscoperto in Franciacorta) la cantina Guido Berlucchi, guidata dalla famiglia Ziliani, ha dedicato quindici anni di studi e sperimentazioni. Un percorso silenzioso, costante, costruttivo, importante e lungimirante. Eh già, fin dall’ormai lontano 2011, Berlucchi (www.berlucchi.it) studia quest’antica varietà di uva autoctona, resistente alle alte temperature, allai maturazione tardiva e con una spiccata acidità. Il Consorzio Franciacorta, dal 2017, ha ufficializzato l’uso dell’Erbamat nel disciplinare di produzione del Franciacorta DOCG e, ad oggi, la percentuale massima di utilizzo nelle cuvée è del 10%. Alla luce di ciò, l’Erbamat potrebbe essere una risposta al cambiamento climatico e diventare più protagonista in area franciacortina?

Così, in merito, a Identità Golose, si era espresso, tempo fa, Arturo Ziliani, amministratore delegato e direttore tecnico del gruppo: “Avviare questo progetto significa valorizzare il territorio, svilupparne le potenzialità vitivinicole e tutelarne il futuro. Forte di oltre 60 anni di esperienza, la nostra azienda ha scelto di investire in ricerca e sperimentazione con l’obiettivo di generare ricadute positive per l’intera denominazione. Abbiamo esplorato tre fasi di lavoro: dal 2011 al 2015 quella sperimentale, con microvinificazioni; dal 2016 al 2023 siamo passati a un programma esplorativo e dal 2024 a oggi, viviamo una fase identitaria con l’Erbamat”. E al Vinitaly 2026 conclusosi lo scorso mercoledì 15 aprile, Berlucchi ha presentato le sue Bolle d’Autore di Erbamat (la bottiglia è fotografata col direttore commerciale Alessandro Ramagini) in purezza.

Ah … per la provincia di Cremona, l’agente di riferimento della storica cantina Guido Berlucchi è Dennis Barbieri, “commerciante” di Eccellenze.
Stefano Mauri