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Achille Lauro: le sua canzoni, tipo “Perdutamente” e “Incoscienti Giovani” andrebbero studiate a scuola, a Sanremo come co presentatore

Le canzoni dell'artista italiano: meravigliose, commoventi, emozionanti fanno bene all'anima

Nel bel mezzo del Tg1 delle 20 di giovedì 29 gennaio, come hanno giustamente scritto sulla versione On Line di Elle, è spuntato il viso rassicurante di Carlo Conti che, sorridente, ha rimescolato le carte in tavola. All’Ariston per il suo Festival di Sanremo, arriverà infatti come “co conduttore per una notte”, un artista straordinario del calibro di Achille Lauro. Il cantante, nonché ex giudice di X Factor, tornerà nella città dei fiori per affiancare Conti e Laura Pausini nella seconda serata sanremese.

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Ecco, nel merito, il commento di Achille Lauro: “Tornare a Sanremo è un’emozione sempre molto grande ma sono tranquillo: le ultime esperienze televisive sono andate bene. Canterò? Vedremo, comanda Carlo Conti”. Attuali, didattici, emozionanti, testi e note di Lauro sono davvero poesie moderne da leggere, ascoltare, capire e piangere. Come commuove la storia, tragica, di Achille Barosi, il quale, aveva solo 16 anni quando un tremendo incendio è scoppiato a Le Constellation di Crans-Montana, in Svizzera, strappandogli la vita e i sogni da adolescente. Un ragazzo come tanti, senza alcuna colpa, che nella notte di Capodanno 2026 ha perso la vita con una quarantina di altri coetanei che, come lui, volevano soltanto godersi una serata di festeggiamenti in compagnia e in serenità.

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Ebbene, “Perdutamente”, lka meravigliosa poesia in musica di Achilel Lauro era la sua canzone preferita. Ed è stata la colonna sonora del suo straziante funerale, col brano: da far studiare nelle scuole, (come “Incoscienti Giovani” il meraviglioso pezzone scritto anche da Davide Simonetta da Bagnolo Cremasco) canzone ha un significato tra l’altro azzeccato, se consideriamo dove il pezzo è stato ascoltato: il titolo e la metafora finale suggeriscono che la vita umana sia come un lampo: luminosa e intensa, ma destinata a svanire in un istante. Il riferimento al meteorite e all’impatto imminente descrive un senso di nichilismo, ma anche di accettazione: se la fine deve arrivare, tanto vale “godersi l’impatto”.

 

Stefano Mauri

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Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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