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J-Ax lancia il suo Festival di Sanremo: “Io e Fedez ci siamo detti tutto. All’Ariston con un pezzo sull’Italia e gli americani”

L'artista ha fatto musica anche con Enzo Jannacci e Pino Daniele

J-Ax

, vero nome Alessandro Aleotti, ha parlato della sua partecipazione al Festival di Sanremo 2026, da solista, col pezzo Italian starter pack. “L’idea – ha raccontato a La Repubblica, ripeso anche da Leggo – è che siamo stati colonizzati dagli americani ben prima della Seconda guerra mondiale”. Ed è quello che canterà, cercherà di spiegare con la sua musica. Musica che ha fatto in passato al fianco anche di Pino Daniele (“Con Pino avevamo realizzato due o tre pezzi…”) ed Enzo Jannacci. L’artista ha inoltre collaborato, ci ha litigato per poi riconciliarsi anche con Fedez.

fedez

Ma sottolinea: “non voglio parlare di lui e non voglio prestarmi a questo gioco. Quello che dovevamo dire lo abbiamo detto”. J-Ax con La Repubblica è tornato a parlare invece del momento buio che ha vissuto in prima persona tra alcol, droghe e depressione. Il momento peggiore? “Dopo la fine degli Articolo 31 musicalmente ho temuto. Ci ho messo un bel po’ per riemergere nel mainstream. Avevo anche paura di essere troppo vecchio, l’età in questo mondo conta tantissimo, per la sintonia col pubblico che è giovanissimo. Anche sul piano personale ero crollato. Ma in realtà la cosa più subdola è arrivata con la pandemia: pensavo di stare bene, ma in realtà ero depresso, non capivo più niente. Uso una metafora: non coglievo più il significato dei film. E avevo rotto molti rapporti. In più avevo un bambino e non sapevamo più se il mondo sarebbe tornato quello che conoscevamo. Con la droga almeno sai a chi dare la colpa”.

Stefano Mauri

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Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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