
I numeri, tanto cari al direttore generale Damien Comolli dell’ultimo match della Vecchia Signora in campionato? Eccoli, riportati da Tuttosport, On Line, nei giorni scorsi: di72% di possesso palla, 25 tiri a 6, 5 tiri in porta a 1 e 5 grandi occasioni sprecate; ebbene, nonostante però questi dati, la Juventus ha solo pareggiato: 1-1 contro il Lecce. Alla rete di Banda, su errore di Cambiaso, ha risposto quella di McKennie (quando il rinnovo?) nel secondo tempo, con David e Openda che hanno sprecato due occasioni clamorose, il primo su calcio di rigore e il secondo su un tiro a porta vuota.

I bianconeri sono quindi costretti ad accontentarsi di un solo punto, tanti rimpianti (la furia dei tifosi sui social) e l’ennesima occasione persa. Al termine della partita l’allenatore bianconero Luciano Spalletti è quindi intervenuto ai microfoni di Dazn: “Quando siamo nell’area di rigore, dove passa la palla dobbiamo prevedere, non rincorrerla dopo che è passata. Non ci siamo riusciti a ricavare spazi dove prendere la palla: abbiamo crossato, fatto imbucate nell’area 10 volte nel primo tempo da vicino dell’area piccola laterale, e nel secondo tempo uguale. Mai trovato l’uomo in grado di correggerla da dentro l’area, bisogna migliorare sulle scelte che si fanno lì dentro. Ma abbiamo fatto una buonissima partita, sotto questo aspetto si è fatto dei passi in avanti. Chiaro che il risultato fa sempre la differenza, e non l’abbiamo vinta”. Così ha parlato, in conferenza stampa, mister Spalletti. L’impressione? La Juventus deve puntare maggiormente su Giorgio Chiellini, dirigente col Dna Juventino, confermare subito per l’anno che verrà Spalletti e, in fase di campagna acquisti, puntare meno sugli algoritmi (vero Comolli?) e di più sulle esigenze della rosa.
Stefano Mauri