
La Juventus, sottolinea la versione On Line di Tuttosport, è un bene che si tramanda in famiglia, non è un’azienda, quindi non “è in vendita”. Ma il club è tecnicamente una società quotata in Borsa ed Exor possiede il 65,4% del pacchetto azionario con un valore preciso, resta inestimabile quello sentimentale e inscindibile il legame per John e, nei giorni scorsi, è arrivata l’offerta ufficiale depositata da Tether per acquisire le quote di Exor e, successivamente, quelle sul mercato attraverso un’Opa. Un’operazione che, secondo indiscrezioni, costerebbe alla società di criptovalute un miliardo e cento milioni, di cui circa settecento destinati all’acquisizione del pacchetto in mano a John Elkann. Ma da fonti vicine a Exor è arrivata subito, indiretta, ma forte la risposta: “La Juventus non è in vendita”. E quindi. Mah, dato che non intende vendere, la proprietà bianconera potrebbe iniziare a ripensare il modo sul come ritornare a lottare per lo Scudetto, dopo 5 anni, calcisticamente parlando, così, così.
Intanto, Ezio Greggio
, noto tifoso della Juventus, non ha usato giri di parole per criticare i bianconeri dopo la sconfitta con il Napoli al Diego Armando Maradona. “Io vorrei sapere – ha scritto sul profilo profilo X – se la proprietà della Juventus si rende conto che ha messo, in punti chiave dirigenziali della società, degli incapaci e inesperti che hanno comprato dei bidoni come Openda, David, Cabal e altre mezze tacche che non sono degne di stare manco in panchina. Abbiamo ancora Kostic. Spalletti se deve fare cambi si ritrova gente che corre in giro per il campo, che non ha i fondamentali, che butta via la palla e ci fa pure prendere gol”.
Stefano Mauri