
Vera, avanguardista, sul pezzo, determinata, autentica, rinnovata, bella, genuina, Emma Marrone a luglio e poi a settembre farà due concerti negli ippodromi, in Italia e al Corriere della Sera, a modo suo, alla Emma ha descritto questi eventi in divenire, squarcianti: “Sono sempre stati un sogno perché sono sempre stati visti come la patria del rock e degli uomini. Il rock è attitudine e non solo chitarre elettriche buttate dentro a una canzone. Sembra che una donna debba fare solo show pizzi e merletti nei palazzetti: è una sfida che una donna italiana affronti quegli spazi”.

Emma Marrone sta lavorando a un nuovo progetto e la direzione è già scritta: “Mi voglio appropriare di parole e voce. Le parole vanno usate bene, sono un’estensione importante. La voce sarà nuova, come se volessi dare voce appunto a un altro degli abitanti che c’è in me. Scrivo tanto, ma ho la forza e la determinazione per non cascare dentro al meccanismo del pubblicare musica di continuo. Sono lenta anche per rispetto al pubblico. Sono chiusa in studio col mio collettivo, i miei amici, persone che stimo e mi stimano. Non è una roba da ufficio, una canzone si fa anche in 5 minuti, ma è rimasto quel fuoco di voler fare musica che possa rimanere nel tempo”. Intanto, il suo nuovo singolo “Brutta storia”, scritto con Olly, Paolo Antonacci e Juli va fortissimo.

Purtroppo nel 2022 è morto il suo papà Rosario e solo di recente, Emma è riuscita a prendere in mano le sue chitarre: “Ogni chitarra ha un suo suono e io riconosco quelle di papà a occhi chiusi: avevo paura di prenderle in mano, è stato doloroso. Erano rimaste per più di due anni nella sua sala prove, le guardavo e sentivo un timore reverenziale. Ne ho portate alcune a Roma e in qualche modo saranno con me negli ippodromi”
Stefano Mauri