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Messieur Damien Comolli alla Juve servono cose da Juventus, giocatori “guerrieri” e un direttore sprotivo

L'ex bianconero Claudio Marchisio: "Perchè Jonathan David in campo trotterella?

L’ex centrocampista bianconero Claudio Marchisio, ospite de “La Tripletta”, il podcast de La Gazzetta dello Sport, ha detto la sua sul momento della Juventus e sui problemi da cui non riesce a liberarsi: “Sono due-tre anni che si sbaglia la costruzione della squadra. Quante volte nella sua storia la Juve ha esonerato l’allenatore nei primi mesi? E quanto volte la parte dirigenziale è stata cambiata dopo un anno? Non si possono spendere così tanti soldi ogni anno, cambiando tanti giocatori. Devi riconoscere qual è il tuo livello e cambiare poco, non rimescolare tutto. Bisogna dare solidità al progetto e questo da alcuni anni non accade. Mi sembra ci siano giocatori che non hanno capito che cosa voglia dire indossare la maglia della Juve. Jonathan David entra in campo e trotterella: tu sei alla Juventus in situazione di difficoltà, ci deve essere un atteggiamento diverso. Mister Luciano Spalletti è la persona giusta, ma per spessore ed esperienza. Ha bisogno di tanta fiducia. Penso fosse l’unico pronto ad accettare una panchina con tante difficoltà”.

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Non ha tutti i torti Marchisio, no? E che colpe ha Luciano Spalletti se a questa Juve mancano giocatori di personalità? Dulcis in fundo, quando arriverà il nuovo direttore sportivo? Ricordate? Già, come mai, il Deus Ex machina juventino Damien Comolli (più che numeri e algoritmi, servono cose da Juve e giocatori “guerrieri”) ancora non ha scelto il diesse?

Stefano Mauri

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Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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