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Fronte del porno

Dal 12 Novembre ci saranno delle novità per poter accedere ai siti per adulti

Brutte notizie per tutti gli onanisti professionisti: dal 12 Novembre cambiano le regole. Sarà necessaria un’identificazione per poter accedere ai vari siti hard.
Attraverso un complesso sistema ancora poco chiaro fatto di fotografie del documento d’identità, Spid occasionale, App specifiche, giustificazione da parte di un genitore e cartella clinica si otterrà il permesso per poter imparare ad utilizzare il mouse con la mano sinistra.
A meno di non essere mancini. In tal caso si verrà direttamente indirizzati verso gli uffici predisposti a mettere fine a questa forma di stregoneria antisociale.
Finisce così la pacchia per tutti i pervertiti desiderosi di vedere donne intente a tradire il marito con una bionda tutta curve, feticisti o semplici banalissimi fans della fellatio.
Grazie ad una postilla del “Decreto Caivano” (nato con i migliori propositi e diventato un mero contenitore di accorgimenti bigotti) i più giovani dovranno tornare a scrollare i social alla ricerca di una scollatura più profonda delle altre. O, più facilmente, di un qualsiasi profilo nel quale una delle duecentomila ragazze esibizioniste in cerca di grana simulano orgasmi raccontando il rapporto sessuale della sera prima nei minimi particolari.
Già, perché è il caso di sottolinearlo: per poter accedere ai suddetti siti hard sarà ora inevitabile dimostrare di avere diciotto anni ma, per iscriversi ad un social, basterà averne quattordici.
E’ lo straordinario strabismo di un governo di anziani fuori dal mondo.
Se ci si vuole fare una sega, avrà pensato uno dei bacchettoni seduto sullo scranno senatoriale, bisognerà tornare sui giornaletti, sulle videocassette porno di papà o sui numeri arretrati di Postalmarket.
Troppo facile la vita, altrimenti.
Il sesso si suda, se no che gusto c’è?
Ricordate Postalmarket? Mi rivolgo ai miei coetanei. Quanto era bello? Quando si tirava fuori dalla cassetta della posta pesava cento grammi e dopo una settimana almeno il triplo. E le ultime pagine erano tutte misteriosamente appiccicate da un vortice d’amore. In un bagno sempre occupato, nel portariviste accanto al water che ormai nostra madre aggirava durante le pulizie della domenica, per lo schifo.
Poi è arrivato internet e tutto il possibile ed immaginabile a disposizione. Gli attori più belli, le posizioni più assurde, le urla, la finzione mascherata da arte scenica.
Del resto le cose cambiano ed il mondo si aggiorna, come l’età che avanza.
A quattordici anni quando venivi avevi una sensazione che rasentava la visione del padreterno. Ti sentivi onnipotente. C’erano quei venti secondi nei quali, se un addetto della Marvel fosse stato fuori dalla doccia, avremmo potuto firmare un contratto per una saga.
Ho usato la parola “saga” apposta per suggerirvi la battuta scontata. Comunque era buona, bene così.
Ora la giornalista Lilly Gruber, preceduta e seguita da un manipolo di agguerriti psicologi ottuagenari, ha sottolineato in un suo libro che i termini “porno” ed “escalation di violenza sessuale” siano legati a filo doppio. Infatti Ted Bundy ha abusato e fatto fuori 36 ragazze per colpa di PornHub, se non sbaglio.
C’è una battuta di Woody Allen che fa più o meno così: “Non condannate la masturbazione. E’ fare del sesso con qualcuno che stimate veramente.”
Quindi, ragazzi e ragazze mie, è ora di tornare a far volare la fantasia. PostalMarket latita, le edicole hanno chiuso tutte, i dvd hard sono ormai introvabili (e se anche li trovaste non sapreste dove infilarli), i siti per adulti sono diventati appunto tali.
Rassegnatevi a vagare come dei reduci su Instagram. Ma non disperate: andate sulla lente d’ingrandimento, scrivete “sex” e vi ritroverete nuovamente, come per miracolo, nel mondo dei maggiorenni.

Ma perché alla sera, quando c’è il telegiornale, invece di mostrare immagini di guerra, gente mutilata e bambini morti, non fanno vedere un bel film porno?”
“Perché a quell’ora i bambini sono svegli. E i bambini, quando diventeranno grandi, quello che hanno visto lo rifaranno.”
Paolo Rossi

 

Alex Rebatto

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Alex Rebatto

Alex Rebatto, classe 1979. Ha collaborato nei limiti della legalità con Renato Vallanzasca ed è stato coautore del romanzo biografico “Francis”, sulle gesta del boss della malavita Francis Turatello (Milieu editore), giunto alla quarta ristampa. Ha pubblicato il romanzo “Nonostante Tutto” che ha scalato per mesi le classifiche Amazon. Per Algama ha pubblicato il noir "2084- Qualcosa in cui credere"

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