L’arrivo alla Cremo di Jamie Vardy, per la società di Giovanni Arvedi non è solo l’acquisto di un giocatore importante, ma è soprattutto, citando il sito dell’Ansa… “un segnale di ambizione e di crescita. Per Vardy, che ha rifiutato altre offerte importanti, è invece una scelta di cuore, di coraggio, di voglia di ricominciare. Nella sua testa c’è una nuova grande impresa, in una realtà che ha sempre fatto parlare di sé per la capacità di trasformare il talento in arte, la provincia in eccellenza: Stradivari, appunto, ma anche Mina, Ugo Tognazzi e, per restare al calcio, Gianluca Vialli. Con sé il giocatore, che in quinta serie giocava con il braccialetto elettronico alla caviglia perché arrestato per rissa, porta esperienza, carisma e un bagaglio tecnico che non ha bisogno di presentazioni”. Per il sito rivistaundici.com… “Quando segnerà il suo primo gol in Serie A con indosso la maglia a strisce grigiorosse della Cremonese, in tanti ricorderanno/racconteranno che Jamie Vardy è il giocatore che beve le Red Bull prima e durante le partite, che ha condotto il Leicester al trionfo più assurdo nella storia del calcio contemporaneo, che pochi anni prima di arrivare in cima alla Premier League giocava nelle serie dilettantistiche inglesi, che è un personaggio genuino e irriverente e quindi divertente”.

Il Foglio sottolinea che a Leicester… “Vardy era il ragazzo del popolo che correva e segnava per la working class; a Cremona sarà l’eroe inatteso che porta un pezzo di leggenda internazionale in una città che non ha mai smesso di sentirsi orgogliosamente “di provincia”. C’è anche un paradosso, tutto italiano. La Cremonese è una squadra che da sempre rappresenta il volto gentile di una città laboriosa e colta, e alle spalle dei grigiorossi c’è una proprietà solida e potentissima: gli industriali delle acciaierie Arvedi, simbolo dell’Italia che lavora ed è attenta all’ambiente circostante. Ah entrambe sono città che vivono all’ombra di metropoli più grandi – Leicester rispetto a Londra, Cremona rispetto a Milano. Entrambe conoscono bene cosa significhi essere considerate periferia, salvo poi ritagliarsi momenti di gloria inaspettata: il Leicester con un titolo che ha fatto tremare il calcio mondiale, la Cremonese con la sua voglia di Serie A. E forse, il trasferimento di StradiVardy a Cremona non è solo un colpo di mercato, è un incontro tra due province: quella inglese, ruvida e operaia, e quella italiana, benestante e industriale.”
Stefano Mauri