
“Credo che in Italia sia il miglior allenatore, ha un occhio finissimo e un’ esperienza che non si compra. E’ il numero uno”.
Così Jonathan Kogasso, il “bello”: in senso globale, totale, della boxe parla di Enzo Gigliotti, suo mentore e trainer. Già, Kogasso, campione italiano dei massimi leggeri, ha portato sul palco di San Siro, alla festa del Foglio, nel marzo scorso, l’immagine positiva del pugilato, quella che sul ring a volte rimane sepolta sotto il tappeto degli stereotipi e dei pregiudizi. Lui e Gigliotti lavorano insieme da tanti anni, col secondo che ha sempre creduto nelle potenzialità del primo.

Tira di boxe e lavora alla biblioteca dell’università di Pavia Johnny detto Mamba. E ora è pronto per scalare il vertice della noble art mondiale. In tal senso, Silvano Usini, leggenda del pugilato non ha dubbi: “Il Mamba è un grande boxeur e quando si accende ha colpi entusiasmanti. Gigliotti lo conosce bene sa come prepararlo, provocarlo e coccolarlo al meglio”. Enzo Gigliotti negli anni ’90 è stato campione Italiano, campione Europeo e sfidante mondiale WBA. Nel 2015 ha cominciato a lavorare con Jonathan Kogasso, ancora dilettante. Da li ad oggi, un passo alla volta, hanno raggiunto tutti gli obiettivi che si erano prefissati. Ecco il suo pensiero sul suo pupillo: “Ho impostato Johnny come un peso leggero, scegliendo di puntare tutto sul fraseggio pugilistico: ritmo, velocità e combinazioni”.
Stefano Mauri