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Arriva l’euro digitale. E c’è poco da stare allegri

Comincia l’era dell’euro digitale. La Banca Centrale Europea ha annunciato infatti l’inizio della seconda fase del progetto. Se, come quasi tutti, vi state chiedendo che cosa sia, si tratta di una vera e propria moneta emessa dalla Bce.

Grazie ad essa si potrà pagare ovunque nell’area euro: e i pagamenti saranno inviati e ricevuti istantaneamente anche senza connessione internet. E poi, dicono, dovrebbero saltare le commissioni bancarie per le transazioni. Ancora: i risparmi su un conto corrente di una banca centrale, che (cosa mai avvenuta prima) è anche quella che emette la moneta, saranno ovviamente più al sicuro di quelli depositati sul conto di qualsiasi altra banca, che ha pur sempre il rischio di fallire. Al momento il tetto per il conto è di 3 mila euro, ma certamente aumenterà.

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Comodo, no? Mica tanto, se perfino il Corriere della Sera – nel mare di elogi della stampa nazionale sulla nuova moneta – ha deciso di lanciare l’allarme sui rischi che corriamo, ospitando un lungo articolo dello scrittore Alberto Mingardi. Una moneta digitale è infatti, per definizione, sempre tracciabile. E finirà con il consegnare tutti i nostri dati personali alla Bce. Non solo.

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Scrive Mingardi che potrebbe presto portarci al famigerato modello di sistema di credito sociale cinese: «100 euro rimangono 100 euro, anche se domani potranno comprare qualcosa in meno di oggi. Questa certezza scompare con l’euro digitale. Perché in qualunque momento la banca centrale, in relazione a quelle che reputa esigenze di politica monetaria, potrà imporre un tasso negativo sulle giacenze. La Bce potrebbe provare a manovrare le scelte di spesa degli individui settimana per settimana. C’è inflazione? Vi rendo più difficile vuotare i borsellini. C’è aria di deflazione? Vi spingo a spendere».

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Leonardo Facco, fondatore del Movimento Libertario e tra i primi a mettere in guardia gli italiani proprio sul sistema di credito sociale, su Miglioverde.eu va oltre e avverte che l’obiettivo europeo sia cancellare il contante: «La presidente della Bce, mentendo sapendo di mentire, ripete da giorni che la valuta digitale europea arriva per coesistere con il contante, non per sostituirlo, quando invece sappiamo che – come accadde quando introdussero l’euro cartaceo – il piano è quello di affiancarlo per un paio d’anni alle banconote, per poi mandarle al macero».

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E aggiunge: «L’imposizione dell’euro digitale viene presentata con le migliori chiacchiere e intenzioni (come lo fu per il Green Pass): porre fine al riciclaggio di denaro, al traffico di droga, all’evasione fiscale. Di questi tempi, affermano anche che si tratta di uno strumento formidabile per bloccare il finanziamento del terrorismo. Sembra tutto così bello, un afflato di “modernità” che ci porta dritti verso il 2030, quello della loro Agenda globale. Senza contante addio anonimato, l’euro digitale lascerà una traccia informatica, che consentirà alle autorità di controllare tutte le vostre transazioni ed i vostri comportamenti nell’effettuarle.

Ribadisco fino alla noia, la parola chiave è controllo. Del resto, la signora Lagarde – che parla a vanvera di privacy – ha già sostenuto che l’anonimato totale, come quello offerto dal contante “non è un’opzione praticabile”. L’euro digitale è geniale (per loro), dato che avrà la caratteristica di essere programmabile, al punto da poterci applicare una data di scadenza, manco fosse uno yogurt… Come se ciò non bastasse, gli euro digitali crittografati potrebbero essere cancellati da una decisione politica. I governanti lo faranno in nome del clima quando decideranno che si viaggia troppo in aereo o si riempie troppo il serbatoio dell’auto. O quando ritengono che mangiamo troppa carne o beviamo più alcol del necessario».

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Immaginate che in un futuro non lontano tutti i vostri risparmi – in base a come vi comportate (o a come obbedite) – possano essere bloccati o addirittura cancellati con un clic, senza alcuna possibilità di rifarvi, perchè il contante non esiste più: potreste ancora dirvi liberi? Certo, sembra fantascienza. Ma forse non lo è più.

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