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Chi poteva aiutare Blanco e non l’ha fatto pensando agli ascolti?

L’artista bresciano è tornato sulla storia delle rose devastate all’Ariston

Scommettiamo? Farà discutere, l’intervista rilasciata da Blanco al Corriere della Sera, ripresa da altri, rilasciata dal vincitore (con Mahmood), del Festival di Sanremo 2022. Già, leggete un po’ quanto segue:

“Per fortuna che le rose non c’erano”…Così ha scherzato Blanco, seduto nella hall di un’hotel sul Lungarno, dopo una delle serenate a sorpresa previste a Venezia, Firenze, Napoli e Roma per il lancio del nuovo album Innamorato. Il panorama mozzafiato di Firenze da piazzale Michelangelo gli ha fatto sembrare ancora più lontana Sanremo e la bufera per il blackout mentale che lo ha portato a sfasciare i fiori della scenografia in diretta. Anche qui ci sono stati problemi audio, ma la gestione è stata diversa.

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È così, come canta in Anima tormentata, combattuto fra angelo e diavolo che gli sussurrano all’orecchio. “Da Sanremo ad oggi sono maturato. Però mi è spiaciuta la reazione, si è sfogata la repressione di molti: siamo in un momento in cui se fai dieci cose belle e ne sbagli una, la gente parla solo di quella. Quando sono stato denunciato ho sperato di finire in carcere almeno un giorno per far capire quanto è indietro il nostro sistema. Già alle prove non sentivo, ma mi avevano garantito che avrebbero sistemato tutto. Quando in diretta l’ho fatto notare subito, qualcuno mi ha detto vai avanti. Ho sbagliato io perché ho 20 anni, ma chi ne ha 50 invece di aiutarmi ha goduto pensando agli ascolti. Non era una provocazione, forse il contesto non era giusto. Ti dicono di essere te stesso quando vai in tv: questa è stata la dimostrazione che non puoi esserlo”.

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Così ha parlato il cantautore bresciano nei giorni scorsi e … a chi si riferiva, il bravo artista, allorquando ha citato i cinquantenni che, anziché aiutarlo, beh hanno pensato agli ascolti in quel del teatro Ariston?

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Stefano Mauri

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Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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