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Giorgio Barbieri: “Credo nella salvezza della Cremonese, ma servono rinforzi. In questo calcio non mi riconosco”

Il giornalista, scrittore e opinionista di Cremona ha scritto un libro sulla squadra di calcio della sua città

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La Cremonese e la sua storia calcistica: dal marzo del 1903 a novembre 2022, racchiusa in un unico libro? Fresco di stampa, intitolato appunto US Cremonese, la Storia (1903-2022)l’opera editoriale, scritta dal giornalista, scrittore e opinionista Giorgio Barbieri, con le sue 540 pagine (ma sono qualcosina in più in realtà) è si’ … questo e tanto altro ancora. Il libro, edito da L’Apostrofo, soprattutto è una cronistoria, non banale, romanzata scritta col cuore da un calciofilo che, innanzitutto, della Cremo è un sincero tifoso. E chi ci mette la passione, in fondo ha sempre ragione. No?

 

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Clicca sulla copertina e vai al libro

Quando hai deciso di scrivere la tua ultima fatica letteraria uscita poco prima di Natale?

Mah … ci ho lavorato per 3 anni anni, chiedendomi ripetutamente se ne valeva veramente la pena di mettere nero su bianco una simile avventura editoriale. Poi, complice la promozione in serie A dell’equipe grigiorossa e, la richiesta esplicita dell’editore Dante Fazzi di, per così dire, stringere i tempi, negli ultimi sei mesi gli ho dato la botta finale.

Da quanto segui la squadra calcistica di Cremona?

Dal 1976 e oggi, l’entusiasmo c’è sempre, ma in questo calcio di e per procuratori, credetemi fatico a riconoscermi.

C’è una formazione, oppure un calciatore che ti hanno lasciato un segno importante, più di altre e altri, nell’animo?

Proprio a causa della mia formazione, mi si conceda il termine, romantica, inevitabilmente la Cremonese di Luzzara è un qualcosa che mi ha emozionato assai. Con tanti calciatori di quei tempi sono tuttora in contatto, ma se devo fare dei nomi, beh ti dico i miei centrocampisti preferiti: Bencina, Nicolini e Strada: tutti registi, guarda caso ruolo, con tutto il rispetto per il pur ottimo Castagnetti, attualmente scoperto.

Che Cremonese hai visto in questa prima parte di campionato?

Non abbiamo mai vinto purtroppo e questo dato oggettivo la dice lunga. Rispetto a un anno fa, la squadra è cambiata molto, sono arrivati tantissimi giocatori stranieri, scelta inevitabile poiché quelli italiani costano troppo e mister Alvini, al debutto in serie A, ha faticato a trovare l’amalgama. Quando cambi parecchio, qualche errore è fisiologico. Servono 3 rinforzi: due centrocampisti, direttore d’orchestra compreso e una punta per sperare nella salvezza. La ciliegina sulla torta sarebbe portare a casa pure un centrale difensivo, ma prima di acquistare bisogna vendere. 

Rispetto alle precedenti partecipazioni alla massima serie, mah …non ti sembra che la città sia più coinvolta?

Oggi mancano i club e di conseguenza il coinvolgimento non è maggiore rispetto al passato. Il team poi non fa più le amichevoli settimanali in giro per la provincia, ma vive nel suo centro sportivo, con la conseguenza che i paesi non vivono appieno il pathos agonistico. La Curva Sud, magnifica comunque è organizzatissima, partecipe e vicina ai giocatori. 

Posso aggiungere, in merito, una cosa?

Prego…

In un certo senso, qualcuno sta vivendo l’attimo come se fosse una gita, una sorta di premio da godere senza troppi pensieri. Ebbene non è così: la serie A grigiorossa chiede consapevolezza maggiore ai tifosi, agli addetti ai lavori e ai simpatizzanti, perché lassù dive volano le aquile, la Cremonese ci può stare. Insomma, per farla breve, partecipare, tanto per fare, non basta. Ah… grazie, naturalmente, al cavalier Arvedi per averci riportato in alto.

Il dirigente col quale hai legato maggiormente?

Erminio Favalli, ahimè morto troppo presto, era un grande addetto ai lavori e un vero amico. Da lui ho capito che senza programmazione, nel football si fa pica strada. Ma quello era un altro mondo, ora conta sostanzialmente il business. 

Il calciomercato vedrà la Cremonese protagonista?

Qualcuno arriverà, ma ripeto, servono calciatori giusti, al posto giusto. La ripresa del campionato vedrà la Juve, grande, pur con tutti i suoi problemi, subito in casa, ma sulla carta poi arriveranno sfide abbordabili. Ergo sistemare la rosa nel breve periodo gioverebbe alla causa. 

Sei un risultatista o un giochista?

Per carità, vedere una squadra che gioca bene non nuoce agli occhi, ma alla fine contano i risultati. La Cremo di Marini segnava un gol e si difendeva. Ma era stata allestita con quello scopo e vinceva. 

Stefano Mauri

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Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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