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La solita sinistra

Bonaccini & Schlein si circondano di fans, sorridono felici e alzano l'asticella delle promesse: “Faremo, andremo”

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Mentre la destra s’infogna tra Pos, contanti, immigrati, ponti e cazzate senza nessuna concreta attinenza con la realtà, dall’altro lato si sfidano Bonaccini ed Elly Schlein. Trascurando l’eterna propaganda dei primi, mi soffermerei sulle intenzioni dei secondi.

I rappresentanti del Pd, ho ascoltato i loro discorsi, sono entrambi apatici. Studiati, calcolati, con il copione scritto allo specchio e la presunzione di poter sembrare “salvatori della patria”.
Incomprensibili e presuntuosi scavalcano il cadavere di Aboubakar, scendono dal loro trono e diventano in un attimo come quei rapper nati in Brera che si spacciano per disadattati di periferia. I “poco ricchi”, per dirla alla Zalone.

Se ne sbattono della gente, delle realtà fuori dai bastioni. Se ne sbattono delle case popolari, degli ascensori bruciati e degli scarafaggi sulla tavola. Parlano d’integrazione usando neri ed omosessuali come bandiere mentre persino tra etero italiani si respira un disagio reale e quasi irrecuperabile.
Sono gli eredi del sindaco Sala che si fa fare le foto al bosco verticale e quando si trova a passare per via Tracia spegne il cellulare e si nasconde sotto il sedile della berlina.

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Io tutti i cazzo di giorni mi trovo ad entrare in case che la maggior parte di voi non osa nemmeno immaginare. Le scarpe che s’incollano al pavimento, trappole per insetti agli spigoli, l’ascensore che sobbalza e le cassette della posta carbonizzate, i cazzi disegnati sui muri e le auto abbandonate davanti ai palazzi. I cani che abbaiano, i topi morti in cortile. I cumuli d’immondizia circondati da mosche e i citofoni divelti.

Bonaccini & Schlein parlano al plurale: “Faremo, andremo”, ma non sanno nemmeno cosa voglia dire respirare l’aria torbida dell’abbandono. E’ la sinistra attuale, quella con la R moscia, la giacca e la cravatta e la smania di potere.
I due aspiranti segretari del Pd non hanno mai avuto una partita Iva. Ne parlavo oggi con un amico.
“Cazzo, io ho paura ad aprire la posta della Pec”, diceva. “Quando vedo le scritte in nero e so che c’è qualche arretrato mi si gela il sangue. Ma io non ne ho di soldi, cazzo. Non lo capiscono che ho già tagliato su tutto? Cosa devo fare, suicidarmi? Ho una macchina di dieci anni, sto in affitto perché non posso permettermi di comprare una casa, non ho vizi. L’unica cosa che mi permetto è il calcetto ogni mercoledì. Dove li prendo i soldi?”

Ma Bonaccini & Schlein si circondano di fans, sorridono felici e alzano l’asticella delle promesse.
“Faremo, andremo”.
Dove andranno?
E’ un po’ come il reddito di cittadinanza. Vi diamo del grano, mi votate, faccio finta di dare un senso alle vostre vite e, finché non finisce il budget, restiamo grandi amici.
Il lavoro dovete trovargli, vacca puttana! Non dar loro l’elemosina! Non c’è lavoro? Usate i soldi del PNRR per crearlo. C’è un problema di mafia che impedisce di sviluppare occupazioni? Allora il problema è la mafia! Concentriamoci su quello. Sgominiamo quella merda alla fonte, senza girarci attorno o approfittandocene. Altro che ponte di Messina o altre ridicolaggini “a tempo indeterminato”.

Valorizziamo il sud, un immenso patrimonio nazionale. Sviluppiamo il turismo in Basilicata e in Calabria. Un’infinità di paesini della toscana sono stati acquistati, restaurati, snaturati dai tedeschi con le valigie gonfie. Sputtaniamo l’Italia, dai.
Ho avuto bisogno di chiamare gli sbirri tre volte nella mia vita. Non era importante intervenire, per loro. Mia moglie ha assistito ad una rissa in mezzo alla strada con tavoli che volavano e bastonate sulla schiena. Non era importante per loro.
Riempirmi il parabrezza di multe mentre sto lavorando e non c’è un parcheggio nell’arco di tre chilometri, quello è fondamentale.

Le attese di un anno per le visite mediche e gli ulteriori tagli alla sanità, le scuole che non hanno nemmeno la carta igienica, gli asili nido per i ricchi, lo spaccio in Corso Como (ehi, come mai lo sappiamo tutti?), gli affitti a Milano al limite dello strozzinaggio, la ZTL che colpisce solo i poveri, le pensioni ridicole e i vecchi costretti a vivere alle spalle dei figli, eccetera, eccetera, eccetera…
Stavo chiacchierando con mia moglie, stasera.

“Mettiamo caso che io sia un idraulico con partita iva che guadagna 2000 euro netti al mese e tu una cassiera del supermercato con un introito di 1200. Due figli, un gatto ed un mutuo da 880 euro al mese. Mi tocco le palle, a me domani viene un cancro e non posso più lavorare. Come ce la caviamo?”
La risposta è una. La prima che mi viene in mente.
Bonaccini e Schlein “andremo, faremo”, potranno prendere il mio cacciavite a taglio, la mia borsa degli attrezzi, la mia auto Euro 2 e darmi una mano a mantenere una famiglia ancora di sinistra.

P.S. Tra Bonaccini e Schlein, se proprio dovessi scegliere, opterei per la seconda. Esclusivamente per il pollo e la carrucola.

Alex Rebatto

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Alex Rebatto

Alex Rebatto, classe 1979. Ha collaborato nei limiti della legalità con Renato Vallanzasca ed è stato coautore del romanzo biografico “Francis”, sulle gesta del boss della malavita Francis Turatello (Milieu editore), giunto alla quarta ristampa. Ha pubblicato il romanzo “Nonostante Tutto” che ha scalato per mesi le classifiche Amazon. Per Algama ha pubblicato il noir "2084- Qualcosa in cui credere"

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