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Jodie Foster, quando il suo stalker John Warnock Hinckley Jr. provò ad uccidere Reagan per conquistarla

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Da qualche mese è definitivamente libero John Warnock Hinckley Jr., l’uomo che attentò alla vita di Ronald Reagan: è rimasto rinchiuso per 34 anni in manicomio e dal 2016 viveva dalla madre con parecchie restrizioni

Oggi scrive e suona canzoni alla chitarra e cura un canale Youtube con quasi 30 mila iscritti. Ossessionato dal film Taxi Driver, sparò a Reagan per far colpo su Jodie Foster, vittima del suo stalking.

In pochi conoscono la sua vera storia (e l’incredibile spy story in cui è avvolta) che vi raccontiamo nell’approfondimento di Cronaca Vera

John Warnock Hinckley Jr.,

 

WASHINGTON- John Warnock Hinckley Jr. da qualche mese è un uomo libero. Dopo 41 anni in manicomio e altri sei ai domiciliary dalla mamma con moltissime restrizioni, ha finito di scontare la pena. Ma la sua è una storia talmente vecchia che soltanto i più avanti con l’età potranno ricordarla:

John è infatti l’uomo che attentò alla vita del presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan il 30 marzo 1981. Gli andò male: Reagan rimase solo ferito, anche se gravemente. Come rimasero feriti dai suoi proiettili un agente del servizio segreto e un poliziotto. Quello a cui andò peggio fu l’addetto stampa del presidente, James Brady, rimasto paralizzato.

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Ma ciò che più stupì di quell’attentato fu il movente. Non un movente politico. Non il fanatismo religioso o di chi odiava l’America, no. John voleva far colpo sull’allora giovanissima attrice Jodie Foster, di cui era uno stalker follemente innamorato.

John Warnock Hinckley Jr.,

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L’ossessione di John Warnock Hinckley Jr.

Ma ancora più incredibile è come John si fosse innamorato di lei: accadde nel 1976, quando uscì Taxi Driver, con un magistrale Robert De Niro nel ruolo di Travis Bickle. Jodie interpretava una prostituta adolescente.

Mentre De Niro, lo si ricorderà per la scena cult in cui preparava l’attentato, un uomo intenzionato ad uccidere un senatore candidato alla presidenza. Esattamente ciò che farà cinque anni più tardi anche John. Anzi di più, dato che sparò proprio al presidente.

John Warnock Hinckley Jr.

Di fatto, dopo averla vista al cinema, si trasferì nel Connecticut per starle vicino mentre l’attrice frequentava l’Università di Yale. Le inviava lettere d’amore e di poesie, infilandole direttamente sotto la porta di casa. La cercava al telefono in continuazione, senza ottenere risposte. Per attirare la sua attenzione pensò pure di dirottare un aereo e suicidarsi davanti a lei.

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Poi cambiò piano. S’informò su Lee Harvey Oswald, l’assassino di John F. Kennedy e prese a seguire la campagna elettorale di Jimmy Carter e Ronald Reagan. Negli alberghi si registrava, manco a dirlo, come Travis Bickle, il protagonista di Taxi Driver. A Nashville lo fermarono con tre pistole e lo spedirono in psichiatria.

Poco dopo scrisse a Jodie: «Negli ultimi sette mesi ti ho lasciato dozzine di poesie, lettere e messaggi d’amore nella debole speranza che tu potessi sviluppare un interesse per me. Anche se abbiamo parlato al telefono un paio di volte non ho mai avuto il coraggio di avvicinarmi semplicemente e presentarmi. … Il motivo per cui sto andando avanti con questo tentativo ora è perché non vedo l’ora di impressionarti.»

John Warnock Hinckley Jr.

L’ATTENTATO

E infine agì, mentre Reagan e il suo staff uscivano dal Washington Hilton Hotel. Riuscì a sparare 7 colpi calibro 22 prima che fosse bloccato a terra. Il presidente rimase ferito ad un polmone da un proiettile deviato dal vetro della limousine presidenziale. Oltre a Brady, che resterà in una carrozzina e morirà nel 2014, restarono feriti l’ufficiale di polizia Thomas Delahanty e l’agente del Secret Service Timothy McCarthy.

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Ai processi la difesa presentò una serie di perizie che lo attestavano incapace di intendere e di volere, affetto da schizofrenia, narcisismo patologico, delirio erotomane. Finì che fu assolto perché pazzo e nel 1982 rinchiuso al manicomio criminale di St. Elizabeth a Washington. Gli americani gridarono all’ingiustizia e quattro Stati cambiarono la legge sull’imputabilità. John esultò, definendo la sua sparatoria «la più grande offerta di amore nella storia del mondo».

Ma rimase deluso dal fatto che Jodie Foster continuasse ad ignorarlo. Seguirono anni in cui i medici si accapigliarono per stabilirne la pericolosità sociale. Nel 2000 sembrò finita, ma risultò essere ancora ossessionato dall’attrice e tornò dentro.

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Solo nel 2016 venne inviato ai domiciliari dai genitori, con molte restrizioni: niente uso di alcol, niente armi, niente rapporti con la stampa, controllo medico periodico, terapie obbligatorie individuali e di gruppo, divieto di allontanarsi per più di 30 miglia da casa e di avvicinare membri della famiglia Reagan nè, ovviamente, Jodie Foster. Dal 2020 poteva però avere un suo canale online dove diffondere le sue canzoni. Su Youtube conta quasi 30 mila iscritti.

John Warnock Hinckley Jr.

IL GIALLO

Con la libertà raggiunta a 41 anni dall’attentato, ha scritto sui social: “Dopo 41 anni, due mesi e 15 giorni, FREEDOM AT LAST!”. Aveva programmato dei concerti a Brooklyn, Chicago e Hamden, ma sono stati annullati per “minacce molto reali di morte” come le ha definite l’organizzatore del Market Hotel di Brooklyn.

John Warnock Hinckley Jr.

Resta un giallo sullo sfondo. Il 31 marzo 1981 il Houtson Post, ripreso da NBC, Associated Press e Newsweek, raccontò che John non era un pazzo qualsiasi, ma il figlio di di John Hinckley Sr., politico e sostenitore finanziario della campagna elettorale di George H. W. Bush.

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Suo fratello maggiore era amico di Nei Bush, uno dei figli di George. Se Reagan fosse stato ucciso, Bush sarebbe diventato presidente. Cosa che comunque, come sappiamo, avvenne otto anni più tardi.

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