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… Continuavano a chiamarlo il Governo dei Migliori

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Grazie ai grandi sostegni del Governo dei Migliori, 500 mila aziende, pari al 43% dei contribuenti, sono a rischio default. Ma state sereni: ad aprile la corrente dovrebbe salire di un altro 20%. E sul piano internazionale siamo ormai i “numeri ultimo”. Leggere per credere

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A gennaio la guerra non c’era. E la produzione industriale era calata del 3,4%, le bollette del gas risultavano raddoppiate e quelle della corrente poco ci mancava. Il Governo dei Migliori non faceva una piega: «Tamponeremo». L’Italia restava l’unico Paese in emergenza con l’obbligo vaccinale per lavorare sopra i 50 anni.

Poi è arrivato il conflitto bellico in Ucraina. Tamponare, non hanno tamponato; il super green pass è rimasto. Ma il problema del lavoro non si pone quasi più. Le prime a fermarsi sono state le acciaierie di Brescia, colpite da un rincaro da infarto: prezzo dell’elettricità decuplicato rispetto al 2020.

Quindi è toccato a molte cartiere per le quali, ad essere aumentato del 1000%, è stato il costo del gas. I pescatori hanno lasciato le barche ferme nei porti, perché il prezzo del gasolio è diventato superiore ai ricavi delle vendite. In una manciata di giorni nel baratro sono finiti anche i panettieri, che dipendono per la gran parte dalle importazioni da Russia e Ucraina: le farine di grano tenero sono aumentate del 4050% e le scorte, ha fatto notare Unione Artigiani «sono a rischio». Pane, pasta e derivati ci costeranno in un botto (finchè ci saranno) il 30% in più, stando alle stime di Assoutenti.

Costi alle stelle

Ancora niente rispetto ai prezzi dei carburanti, con la benzina schizzata in un attimo sopra i 2 euro al litro. Per Federconsumatori le famiglie spenderanno in media 1895 euro in più l’anno, ma ci pare una previsione ottimistica.

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Già a pochi giorni dall’inizio della guerra, Coldiretti e Confagricoltura denunciavano infatti la situazione degli allevatori: «L’aumento di mais e soia sta mettendo in ginocchio gli allevatori italiani che devono affrontare aumenti vertiginosi dei costi per l’alimentazione del bestiame (+40%) e dell’energia (+70%) a fronte di compensi fermi su valori insostenibili».

Per Nomisma Energia, ad aprile la corrente salirà di un altro 20% e il metano del 2%, ma tutto è fluido (al rialzo) in previsione degli eventi di Kiev.

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Il Governo dei Migliori snobbato dagli Alleati

Il Governo dei Migliori, abbarbicato alle sue poltrone, non batte ciglio, sempre sicuro di sè. Purtroppo Joe Biden lo snobba e convoca un vertice con Francia, Gran Bretagna e Germania escludendo Mario Draghi.

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Allora Matteo Salvini recita il mea culpa per la sua lunga amicizia con Vladimir Putin, porta fiori all’ambasciata ucraina e prega. E ci pensa Enrico Letta a esportare il verbo del Governo dei Migliori in Europa, litigando con Marine Le Pen su France 2: «I vostri amici – sottolinea – erano Trump e Putin: uno ha finito il suo mandato con l’assalto a Capitol Hill, l’altro bombarda l’Ucraina. Perciò ora non può semplicemente dire mi sono sbagliata su Putin».

Eh no, non può. Però, nel novembre 2013, a firmare a Trieste la bellezza di 28 accordi con Putin, legando mani e piedi degli italiani all’economia russa, non c’era Le Pen. C’era lui, l’allora premier Enrico Letta.

Il Governo dei Migliori e le aziende a rischio default

Chissà le risate che si faranno in Francia: come noi hanno avuto la pandemia e il lockdown, ma non hanno chiesto prestiti all’Europa. Noi, ai vertici di mortalità da Covid nonostante l’altissimo numero di vaccinazioni, abbiamo chiesto 122 miliardi in comode rate, quasi dieci volte quanto supplicato dalla Romania.

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I dati sui finanziamenti a fondo perduto e sui prestiti erogati dall’Ue per la pandemia. Clicca sulla foto e vai all’articolo

 

E ridiamo un po’ meno. A causa delle chiusure forzate e delle elemosine date agli imprenditori dal Governo dei Migliori, 500 mila imprese, pari nientemeno che al 43% dei contribuenti, sono infatti a rischio default, poichè non sono state in grado di pagare le rate della rottamazione ter e il fisco chiede il saldo in 5 giorni. Lo scrive Italia Oggi.

Chi ha armato Vladimir Putin?

Ma cosa vuoi spiegare al Governo dei Migliori, loro che le tasse le hanno sempre pagate tutte usando le nostre. Lorsignori sanno sempre da che parte stare. Con l’Ucraina, ad esempio, cui hanno mandato perfino le armi per combattere quel diavolo di Putin. Giusto. Ma a Putin, le armi chi le ha date? Per molto tempo, secondo il Domani, proprio l’Italia: «L’esportazione di armamenti verso la Federazione russa inizia nel 2003, ma il record si raggiunge solo nel 2011 con il governo guidato da Silvio Berlusconi, quando viene autorizzata la vendita di blindati Iveco noti con il nome di Lince, per un valore di 106 milioni di euro».

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Ma non solo: «Nel 2015 il governo guidato da Matteo Renzi ha rilasciato una autorizzazione per la vendita di 94 blindati Lince alla Russia, per un valore di oltre 25 milioni di euro. Una disposizione europea al tempo vietava la vendita di armamenti. Ma la decisione non aveva valore sanzionatorio, e l’Italia ha approfittato della falla legale per continuare a mandare armi».

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Chissà, forse pensavano che Putin ci giocasse a Risiko. I brillanti protagonisti di allora erano gli stessi di oggi, ma quello non era ancora il Governo dei Migliori. Di fatto, adesso che lo è diventato e che ha scoperto che Putin non gioca a Risiko, ha armato gli avversari.

Di conseguenza la Russia ci considera un Paese ostile e ha deciso di pagare le nostre imprese in rubli, che equivalgono a carta straccia. Fallirà così chi campa di esportazioni, al pari di chi sta fallendo a ripetizione campando sulle importazioni. E non ci saranno disuguaglianze.

rubli

Perché tutti sanno che meglio non si poteva fare, dato che tutti continuano a scrivere e a dire in tv che questo è il Governo dei Migliori. E bisogna essere scrupolosamente ligi alle sue sempre geniali direttive.

Sicchè una donna e sua figlia, una bambina di 11 anni, sono arrivate a Bologna da Kiev dopo un viaggio di trenta ore, sfuggendo alle bombe e agli orrori della guerra. Hanno tirato un sospiro di sollievo illudendosi di aver raggiunto la civiltà. Poi l’hotel le ha respinte: non avevano il green pass.

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